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11 agosto 2006

Italiani in cinque anni

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge che consente agli immigrati di poter richiedere la cittadinanza italiana dopo soli
E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge che consente agli immigrati di poter richiedere la cittadinanza italiana dopo soli 5 anni di residenza legale nel nostro paese. Altri requisiti essenziali saranno: il permesso di soggiorno interrottamente continuato e l’effettiva integrazione da parte dell’immigrato. Rispetto alla precedente legge “Bossi-Fini” gli anni di residenza legale nel nostro paese ai fini della richiesta di cittadinanza si sono dimezzati: da 10 a 5 anni. Nel 2005 le domande di cittadinanza presentate nel nostro Paese sono state 10.200, ora, con il ddl approvato, «prevediamo diventino 18 mila», ha precisato il ministro dell’Interno Giuliano Amato. Contro il Ddl sull’immigrazione tuona il senatore Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord che annuncia: « La misura è colma. Siamo stati troppo buoni finora, in ottanta giorni abbiamo dovuto subire più immigrati per tutti, più tasse per tutti e più delinquenti in circolazione per tutti e ora si arriva ad un vero e proprio golpe proponendo di dare cittadinanza e voto ai bingo-bongo per far recuperare alla sinistra, dagli ultimi arrivati, i voti che dagli italiani non gli arriveranno mai più. Questo è un golpe mascherato, un attentato alla democrazia e quando c’è in gioco la democrazia la Lega Nord torna a giocare e a giocare pesante». Toni più pacati, ma ugualmente critici da parte del presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini «Cosa significa integrare gli immigrati? Significa certamente riconoscere loro alcuni diritti, ma non si può chiedere l’esercizio di un diritto se non si è pronto ad adempiere ad un dovere. Non c’è integrazione possibile per chi viene in Italia e non accetta di integrarsi». Vari sondaggi su internet proposti da vari quotidiani come la Repubblica, Il Resto del Carlino, il Giorno ecc… rivelano una netta maggioranza di italiani contrari alle disposizioni del Ddl sull’immigrazione. Dura lex sed lex.

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