• Google+
  • Commenta
29 agosto 2006

Killer’s kiss

Produzione: Metro Goldwin Mayer Studios Inc.
Anno: 1955.
Regia: Stanley Kubrick.
Produttori: Stanley Kubrick e Morris Bousel.

Produzione: Metro Goldwin Mayer Studios Inc.
Anno: 1955.
Regia: Stanley Kubrick.
Produttori: Stanley Kubrick e Morris Bousel.
Interpreti: Frank Silvera, James Smith, Irene Kane, Ruth Sobotka.
Musiche: Gerald Fried.

Girata per le strade di New York con mezzi molto modesti, finanziata per lo più da parenti, Stanley Kubrick realizzo a soli 27 anni un interessantissimo e sinistro noir i cui risultati vanno oltre il mero esercizio di stile. Nonostante non fosse il suo primo lungometraggio, Killer’s Kiss può considerarsi il suo debutto ufficiale, già che lo stesso Kubrick si incaricò di far sparire le copie di Fear and Desire, film bellico diretto due anni prima ma i cui risultati non lo avevano soddisfatto per niente.
Come nella migliore tradizione noir, Frank Silvera è un pugile a fine carriera, che interpreta le sconfitte sul ring come sconfitte nella vita. Deciso a tornarsene a casa, nella campagna di Seattle, si scontra con la storia della sua vicina, ballerina inseguita dall’amante appena mollato (il suo ex-capo) e dai suoi scagnozzi. Il protagonista si fa carico di proteggere la giovane e se ne innamora (tra l’ironia di lei, che sembra più che altro cercare protezione). Quando pensa che il suo protettore non sia più in grado di svolgere il compito prefissatosi, la giovane cerca di rinnegarlo, dicendo all’amante ripudiato che quell’uomo non è nessuno, che appena lo conosce. Il pugile, senza che gli altri due se ne rendano conto, ascolta le parole della sua amata, risolve il caso ed evita la ballerina. Al momento della solitaria partenza, riflette sull’errore fatto, sull’essersi innamorato di una donna in soli due giorni, deciso a chiudere questa nera parentesi. Ma, poco prima di salire sul treno, la donna arriva e lui la abbraccia e la bacia, perdonandole il tradimento.
In Killer’s Kiss già si vedono le qualità di un genio nascente, non solo per i grandi risultati che ottenne in sala, ma soprattutto per l’impatto visivo e la capacità del regista di trasmettere stati d’animo mediante un certo tipo di atmosfera, in questo caso un’atmosfera dura, violenta, pesante, che ricorrerà spesso nelle sue opere successive, oltre al senso di dubbio, un dubbio non risolvibile, come per le opere di molti contemporanei in altri generi hollywoodiani, con la libera interpretazione, ma dubbio in sé, irrisolvibile.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy