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25 agosto 2006

La Cina giudica le Università mondiali

E’ stato pubblicato il 21 Agosto l’Academic Ranking of World Universities 2006”, curato dall’Institute of Higher Education di Shanghai e pubblicato suE’ stato pubblicato il 21 Agosto l’Academic Ranking of World Universities 2006”, curato dall’Institute of Higher Education di Shanghai e pubblicato sul sito Internet dell’istituzione cinese (http://ed.sjtu.edu.cn/ranking.htm). La classifica è frutto del giudizio di rigidi criteri di selezione: qualità dell’educazione (sulla base dei premi Nobel etc. vinti dagli alunni), qualità delle facoltà (per rinomanza e riconoscimenti aggiudicatisi dallo staff), output di ricerca (misurato con il numero di articoli prodotti sia di ricerca scientifica che umanistica), dimensioni dell’istituto (con proporzione rispetto ai risultati).
Opinabile il posizionamento delle Università italiane: La Sapienza è al 100° posto tra gli atenei mondiali, Tor Vergata si avvicina alla 480° posizione. Il podio se lo aggiudica una tripletta d’oro: nell’ordine Harvard – Cambridge – Stanford, in cui l’Europa riesce a conquistare una medaglia d’argento, oltre ad un onorevole decimo posto di Oxford. Tokyo sale alla 19° posizione. Il tutto avviene a pochi giorni dalla pubblicazione di un altro rapporto, quello dell’ U-S News and World Report College Rankings, classifica tutta statunitense basata sulla reputazione espressa dagli studenti, che aveva invertito la tradizione proponendo Princeton al primo posto, seguita da Harvard e Yale.
Per l’Italia, l’apice della classifica è ancora inavvicinabile. L’esperienza di chi frequenta un’università italiana ricorda che un indicatore fondamentale è la vivibilità dell’istituto: ben vengano pubblicazioni ed onorificenze, ma sono frutti selvatici costretti spesso a crescere tra i rovi. Per fortuna che gli studenti italiani hanno ancora voglia di apprendere, nonostante gli spazi in cui sono costretti a farlo.

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