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28 agosto 2006

Se il viaggio è interminabile… la colpa è del cervello

“Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova.” Il detto la dice lunga su come non sia sempre un bene avventur“Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova.” Il detto la dice lunga su come non sia sempre un bene avventurarsi su vie e percorsi del tutto sconosciuti, perché ci si potrebbe imbattere in sorprese poco piacevoli. E questo vale anche in episodi della vita di ogni giorno più metaforici di una gita fuori porta o un viaggio in giro per l’Italia. Eppure ci sembra sempre che un viaggio lungo un percorso conosciuto sia più lungo e noioso, se paragonato a quello su un percorso del tutto nuovo. Questo è uno di quegli episodi della vita quotidiana in cui veniamo a contatto con la scienza senza neanche saperlo. E’ vero che la strada nota ci appare sempre più lunga di quella meno conosciuta, o percorsa meno volte. E c’è una spiegazione scientifica per tutto ciò. Questo infatti avviene a causa di un meccanismo del cervello umano. Andrew Crompton, prendendo a campione 140 studenti dell’Università di Manchester, ha svolto un ricerca per capirne i meccanismi. Agli studenti è stato chiesto di stimare la distanza di diverse abitazioni familiari dall’edificio principale ad uso degli allievi, una distanza percorsa quindi numerose volte al giorno per raggiungere l’Università. Il risultato è stato sorprendente: se le matricole, che percorrevano da meno tempo la strada verso l’edificio, percepivano un miglio in media come se si trattasse di 1.24 miglia, quelli già al III anno di corso giudicavano la stessa distanza, presa a campione, come se si trattasse di 1.45 miglia. Un incremento notevole, dovuto, secondo lo studioso, al nostro cervello che ci porta a cogliere, nel corso del tempo, sempre più dettagli del mondo circostante, causando una sorta di alterazione della percezione degli spazi vissuti o percorsi. Lo stesso accade quando, per esempio, il viaggio di andata, che ci era sembrato abbastanza breve, ci appare quasi interminabile al ritorno. E’ tutta una questione di testa!

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