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27 agosto 2006

Supermarket del sapere: studi 3, paghi 2!!!

Già, proprio così: l’ultima frontiera in fatto di Università ricorda molto da vicino le più “spicciole” tecniche di ma

Già, proprio così: l’ultima frontiera in fatto di Università ricorda molto da vicino le più “spicciole” tecniche di marketing, che hanno invaso, da qualche anno, ogni angolo dei supermarket e discount del globo.
Parliamo di sconti, offerte speciali, proposte di risparmio su quegli articoli che -ahimè- restano invenduti sugli scaffali perchè poco appetibili o mal reclamizzati dai media.
Ed i “prodotti” che le Università italiane proprio non riescono a “vendere” è assai facile immaginare quali siano: corsi di laurea in matematica, fisica, chimica…
Proprio per cercare di arginare un problema che rischia ormai di diventare cronico, ossia la carenza di iscrizioni nei corsi di laurea scientifico-matematici (poche decine di matricole, per corso di laurea, in atenei importanti come “La Sapienza” o l’Università degli Studi di Milano), si è pensato di ricorrere a questo genere di incentivi, raccogliendo ovviamente critiche a destra e a manca.
L’iniziativa del “3×2”, per fare un esempio, che offre ai ragazzi interessati la possibilità di studiare gratis per il primo anno una materia poco “gettonata” come la chimica o la matematica, pagando le tasse universitarie soltanto dal secondo anno in poi, è una di quelle che ha sollevato il maggior numero di giudizi negativi da parte, non solo di autorevoli esponenti del mondo del giornalismo, ma anche di illustri luminari del mondo della cultura.
A tal proposito Walter Passerini, de “Il Sole 24 Ore”, pur lodando l’intenzione, ha disapprovato la tecnica adottata dalle Università incriminate, scrivendo “Quando l’Università scopre il marketing può succedere di tutto. Prima le lauree “ad honorem”… ora siamo arrivati agli sconti da 200 a 760 euro sulle tasse a particolari facoltà e corsi di laurea in difetto di iscrizioni” ed ancora “L’Università assomiglia a un supermercato e ne adotta lo spirito, la filosofia, le tecniche di promozione… senza capire che le ragioni per le quali i nostri giovani non si iscrivono a quelle facoltà forse stanno altrove: nel costo di un posto-letto che non c’è, per esempio, o nella bassa remunerazione di un titolo scientifico faticoso e avaro.”
Di uguale avviso è il Rettore dell’Università di Napoli “Federico II”, Ordinario di Matematica e Presidente della Conferenza dei Rettori, Guido Trombetti, il quale, intervistato da Mario Reggio di “La Repubblica”, ha ribadito che “Il problema della crisi delle vocazioni non si risolve non facendo pagare le tasse universitarie”, suggerendo quindi di “…agire su due versanti ed in maniera molto laica. Da un lato le persone più autorevoli nel mondo delle discipline scientifiche devono fare divulgazione… dall’altro, aprire le università ai giovani che vengono da altri Paesi, quindi internazionalizzare gli atenei italiani.”

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