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3 agosto 2006

Unimore: studio di Biotecnologie non-OGM al CEREALAB di Reggio Emilia

Un laboratorio di ricerca nel campo delle biotecnologie applicate alle cerealicoltura punta tutto su tecnologia di selezione non-OGM, nel tentativo diUn laboratorio di ricerca nel campo delle biotecnologie applicate alle cerealicoltura punta tutto su tecnologia di selezione non-OGM, nel tentativo di spingere l’acceleratore sulla crescita della competitività e sul trasferimento di know how alle aziende della Regione Emilia Romagna. Sede del laboratorio CEREALAB, voluto dalla Regione, è la Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

In tutto quello che è il mondo complesso ed in continuo divenire delle biotecnologie applicate, la Facoltà di Agraria dell’Università di Modena e Reggio Emilia eccelle come uno dei centri di attività e studio più all’avanguardia a livello nazionale.
Questa dote le è stata riconosciuta anche dalla Regione Emilia Romagna che all’interno del progetto ASTER le ha riservato, per la sezione Agroalimentare, il ruolo di coordinatore di un progetto di grande importanza che cerca una terza via alternativa ai due approcci di cui più spesso abbiamo notizia: quello, da un lato, della modificazione genetica (OGM) dei prodotti e, quello dall’altro, che rifiuta totalmente tale approccio per favorire produzioni biologiche di qualità.

CEREALAB, questo il nome del laboratorio che ha sede presso il Dipartimento di Scienze Agrarie a Reggio Emilia e di cui sono partner il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell’Università di Bologna e alcune aziende sementiere della Regione, nasce come laboratorio in grado di sviluppare ricerche altamente innovative nel campo delle biotecnologie non-OGM applicate alla costituzione varietale e di trasferire tali conoscenze e il know how alle ditte che operano nell’ambito della cerealicoltura in Regione.
In sostanza quello che i 41 ricercatori impegnati nell’attività del laboratorio, portano avanti, è un percorso, ancora poco battuto, di studio alternativo alle pratiche di modificazione genetica degli organismi, definito come “Marker-Assisted Selection”- MAS (selezione assistita da marcatori) e che a detta di alcuni esperti (Jeremy Rifkin in testa) può rappresentare la rivoluzione che potrà cancellare le pratiche di modificazione genetica per lasciare il posto a queste tecniche meno invasive.

“La MAS, ha spiegato il prof. Nicola Pecchioni del Dipartimento di Scienze Agrarie e Coordinatore di CEREALAB – è “meglio” di OGM poiché è effettivamente meno invasiva e ci consente di costituire una nuova varietà che ha in sè ciò che di meglio è già presente naturalmente in una specie. MAS, è una tecnica di analisi genetica che funziona come una “radiografia”, o meglio come se facessimo un ‘test del DNA’ a tantissime piante. Con la selezione di quelle piante che portano con sé sequenze di DNA innate, associate a geni utili, siamo in grado di accumulare caratteristiche favorevoli senza portarne dall’esterno, cioè senza introdurne da specie anche lontane tramite l’inserimento genico, come invece opera la tecnologia OGM. Non bisogna pensare che la MAS sia la soluzione a tutto. Essa ha un limite, quello della potenzialità della specie. Se infatti una specie ha un difetto e nella sua biodiversità addomesticata e selvatica non esiste gene per migliorarla, allora la MAS è inefficace e l’unica via di progresso in tale direzione è quella dell’inserimento di un nuovo gene da un’altra specie che lo possiede, cioè l’uso di OGM”.

All’interno dei laboratori CEREALAB i ricercatori hanno prodotto un database che raccoglie i dati di sequenze di DNA, associati a dati di caratteri agronomici utili, al fine di costituire uno strumento di consultazione per chi, come le ditte sementiere, fa le varietà selezionando piante sempre più produttive e con maggiori caratteristiche di qualità e di adattamento all’ambiente. In questo modo si potranno abbinare caratteri utili a sequenze note come marcatori genotipici, e scegliere le piante da cui partire con incroci e selezione.

“Frumento tenero e duro – ha aggiunto il prof. Nicola Pecchioni – orzo e riso sono per ora le specie consultabili nel database, e assieme al mais i target principali di CEREALAB, ma stiamo anche ampliando l’archivio con nuovi dati di marcatori fenotipici e di caratteristiche di qualità e resistenza alle malattie e contemporaneamente stiamo trovando nuove sequenze di DNA che siano associate a caratteri utili, per far sì che la metodologia venga applicata in modo routinario presso le ditte sementiere”.

Le ricerche MAS si pongono come una via alternativa alle pratiche di invasività degli OGM, “senza – ha aggiunto la prof. Rosanna Scipioni, Preside della Facoltà di Agraria, – voler rappresentare una opposizione ideologica a queste”.
“Per quanto riguarda la scelta della nostra Facoltà come sede di CEREALAB – ha continuato la prof. ssa Rosanna Scipioni – questo è certamente per noi un segnale importante della considerazione e dell’apprezzamento che si sta consolidando a vari livelli nei nostri confronti. L’impegno e il sacrificio dell’Ateneo per l’ investimento iniziale per la fondazione della Facoltà di Agraria stanno dando i loro frutti e CEREALAB ne è una dimostrazione”.

“La realizzazione del laboratorio – ha concluso il prof. Anto De Pol, ProRettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – consolida e conferma l’impegno dell’Università di trasferire a Reggio Emilia non solo parte dell’attività di didattica, ma anche importanti filoni di ricerca che si sposano con la vocazione imprenditoriale del territorio”.

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