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8 settembre 2006

Al via la Serie A 2006/2007

Questo fine settimana prende il via il Campionato Nazionale di Calcio Professionistico di SerieA. Una SerieA decisamente anomala, forse la pi&ug

Questo fine settimana prende il via il Campionato Nazionale di Calcio Professionistico di SerieA. Una SerieA decisamente anomala, forse la più anomala di sempre. Verrebbe da dire che il primo motivo di ciò è che l’Inter è campione in carica . . . ma (nonostante i 17 anni che separano questo evento dalla sua ultima accadenza) la vera novità è che non c’è la Juventus, per la prima volta nella Storia. Calciopoli ha fatto vittime illustri, gli intoccabili sono stati puniti, il fútbol italiano è stato cambiato, forse pulito un pò. Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina partiranno con dei pesanti punti di penalizzazione: viola e biancocelesti non avranno quel palcoscenico europeo conquistato sul campo, i calabresi dovran fare un mezzo miracolo per salvarsi, mentre i rossoneri pagheranno in Primavera l’aver dovuto fare i Preliminari di Champions League. Tutto ciò genera un’altra anomalia: per la prima volta dal Grande Milan ad oggi, c’è una sola favorita al titolo al via, l’Inter. Fuori la Juventus, con i cugini fortemente indietro già dal principio, come pure la Fiorentina, mentre Roma e Palermo non sembrano in grado di potersi opporre, i Mancio-boys sono praticamente costretti a vincere, dopo la Supercoppa Italiana, anche il titolo, questa volta sul campo. Il mercato è stato come sempre faraonico: sciacallati alla Juve Ibrahimovic e Vieira, presi tre terzini (Maicon, Maxwell ed il campione del Mondo Grosso), due centrocampisti (Dacourt e Mariano Gonzales) e rinforzato ulteriormente l’attacco (Crespo con il sacrificio di Martins, passato al Newcastle United), la squadra non ha difetti. O forse uno si: mancano italiani. Ogni grande gruppo si costruisce con una base indigena. La sensazione è che ogni nuovo calciatore che arriva all’Inter si senta in un grande club vincente, senza sapere che questa squadra negli ultimi otto anni ha vinto due Coppa Italia e due Supercoppa Italiana (oltre alla SerieA a tavolino), nient’altro. Le avversarie sperano . . .
Spera il Milan, orfano di Shevchenko, che ha tradito scegliendo Abramovich, e di Rui Costa (passato al Benfica) e Stam (all’Ajax), ma che vuol scoprire i talenti di Johan Gourchuff e Ricardo Oliveira, oltre a nutrire piena fiducia nei nuovi Brocchi (di rientro dal prestito alla Fiorentina), Borriello, Favalli e Bonera. Con gli immortali Maldini (38 anni) e Costacurta (40 anni) sempre ai loro posti, i ragazzi di Carlo Ancellotti hanno il compito di aprire un nuovo ciclo. La Roma si è rinforzata parecchio, coprendo i buchi dello scorso anno con gli arrivi di Vucinic (il centravanti che mancava) e Pizarro (il nuovo Emerson), recuperando Totti, sperando nel ritorno di Montella e potendo contare su un gruppo giovane e serio come il suo condottiero Spalletti. Il Palermo ha fatto il solito mercato intelligente, puntando su Pisano, Diana, Bresciano e ritrovando Guidolin, che ha già ripreso a litigare con Zamparini, che (portafogli sempre aperto a parte) sembra essere il vero tallone d’Achille per il decollo siciliano. Dietro le altre scalpitano nella speranza di un’Europa per il futuro: Chievo Verona (che, persa la Champions ai Preliminari, farà comunque l’UEFA), Livorno (pure in UEFA, anche se Lucarelli sembra avere il morale sotto i piedi), Fiorentina (che, nonostante la penalità, è squadra da scudetto), Sampdoria, Udinese e Torino (sempre che Zaccheroni, che ha appena sostituito De Biasi, riesca a plasmare la squadra rapidamente ed efficacemente) promettono battaglia.

Nel campionato del dopo-Moggi, la corsa salvezza è una vera lotteria, dove squadre costruite senza sapere con certezza la categoria dove avrebbero giocato si ritrovano a confrontarsi con un gruppo di avversarie affamato di punti.
Affamata di punti questa nuova SerieA, ma con meno campioni del solito. Calciopoli ha portato conseguenze anche in tal senso. Oltre a Sheva, Rui, Stam e Martins, son partiti Capello, Cannavaro ed Emerson (Real Madrid), Thuram e Zambrotta (Barcelona), Veron (Independiente), oltre a Del Piero, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Bojinov e Nedved, che faranno la B con la Vecchia Signora.

Si riparte senza Moggi e Giraudo, vittime di Calciopoli, ma anche senza Giacinto Facchetti, vittima di un male incurabile che lo ha strappato alla vita ed al fútbol.

Si riparte con un nuovo Bobo Vieri, che dopo l’esperienza al Monaco e l’infortunio che gli ha tolto il Mondiale e lo ha mandato in una profonda crisi esistenziale, si rimette in gioco con l’Atalanta, con cui sfondò 10 anni or sono.
Si riparte e non vedevamo l’ora, perchè dopo un’estate così c’è tanta tanta voglia di veder rotolare un pallone.

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