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7 settembre 2006

Alla mostra del cinema un buon inizio per il cinema italiano

Il film di Gianni Amelio “La stella che non c’è” ha ricevuto lunghi applausi in seguito alla sua poiezione a Venezia, segnaleIl film di Gianni Amelio “La stella che non c’è” ha ricevuto lunghi applausi in seguito alla sua poiezione a Venezia, segnale questo che lascia ben sperare per eventuali premiazioni a conclusione della più prestigiosa mostra del cinema internazionale. Oggetto di grande apprezzamento sono state anche le interpretazioni dei due attori protagonisti, la cinese Wang Bao ed il Castellitto nostrano, già conquistatosi un posto di rilievo nella cinematografia italiana grazie a successi di note pellicole “impegnate” come “Non ti muovere” o “L’ora di religione”.
Colpisce la definizione data dall’attore italiano sulla Cina, luogo di ambientazione del film e da lui conosciuta a fondo nel corso delle riprese del film. “Noi siamo un cinema d’essai” – ha affermato Castellitto – “loro un multisala”. E ancora, riguardo l’atmosfera che si respira in questa terra lontana, sarebbe proprio la sua totale ed assoluta dedizione all’economia ciò che segna profondamente la sua natura.“Loro il mondo lo comprano, non lo conquistano”, ha detto in termini eloquenti il protagonista, una realtà di cui noi occidentali abbiamo progressivamente sempre più consapevolezza. Se il duro giudizio dei critici del cinema sembra aver promosso a pieni voti l’opera di Amelio, a noi pubblico non resta che aspettare la sua uscita nelle sale per poterci esprimere, e chissà che per una volta i pareri di queste due “commissioni”, quasi sempre molto distanti, non possano coincidere…

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