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14 settembre 2006

Caccia all’annuncio: A. A. A. web affittasi

Le Università riaprono i battenti ed è subito corsa a posti letto, camere singole, appartamenti e quant’altro. E mentre un tempo la te
Le Università riaprono i battenti ed è subito corsa a posti letto, camere singole, appartamenti e quant’altro. E mentre un tempo la tendenza, in particolare a Bologna, era quella di aggirarsi per la zona universitaria alla ricerca di annunci dai quali staccare il fatidico tagliandino contenente i recapiti dell’affittuario, oggi Internet sembra aver spodestato anche l’antica usanza della cittadina felsinea, che continua, ad ogni modo, ad essere ‘spammata’, per rimanere in gergo, di bigliettini di sorta.
Ma riuscire ad orientarsi in mezzo alla varietà di siti internet dedicati all’argomento, non è cosa facile, nè per chi cerca nè per chi offre.
A farla da padrone sono sicuramente i siti che non richiedono alcun tipo di registrazione all’utente, bakeca.it, vivastreet.it, studenti.it, postoletto.com, annuncigratuiti.it, affittasi.com., kijiji.it Meno quotati, invece, quelli che richiedono l’inserimento dei dati, a fronte di una password: una pratica più boriosa ma a fronte della quale si potrebbero richiedere e garantire annunci più precisi.
Tra le problematiche più ricorrenti del web annuncio, infatti, vi è l’imprecisione, in primis quella relativa alla reale locazione dell’immobile. Per fare un esempio, un annuncio del tipo ‘A. A. A. Offresi ampia stanza singola in pieno centro’, potrebbe nascondere scottanti verità, come distanze chilometriche dal centro in questione che non avevate nemmeno considerato!Che sia solo la limitatezzi degli spazi a disposizione a suggerire all”annunciatario’ di citare la strada più importante nei paraggi dell’immobile, se anche per ‘paraggi’ si intendono i 20-30 km???
Altro elemento misterico, il numero reale dei componenti dell’abitazione e relativo sesso (il riferimento è agli appartamenti misti), un dettaglio, quest’ultimo, che viene sicuramente messo in secondo piano dinanzi alla possibilità di trovare bestiole in casa, non sempre ‘dichiarate’!
Vogliamo, poi, parlare dei prezzi ‘pubblicizzati’ i quali, molto spesso, risultano una chimera, nel momento in cui si effettua una sommatoria di tutte le, talvolta, inifinite spese che vivere in appartamento comporta?
Insomma, non c’è dubbio che le leggi di marketing facciano da padrone anche in questo settore, ma non sarebbe più utile e sicuramente meno dispendioso, in termini di tempo e di telefonate (ma questo, ovviamente, riguarda piuttosto coloro che cercano), scrivere semplicemente la verità?
Beh, l’uomo (intenso come essere umano) è tale, pertanto difficilmente modificabile!Ma l’idea di strutturare al meglio i portali d’annunci realizzando dei form che richiedano obbligatoriamente all’utente notizie più dettagliate in merito, magari, alle tante voci critiche in questione non sarebbe una così cattiva idea!Se poi, addirittura, come funziona già all’estero (il mio riferimento è ad una realtà che ho avuto modo di conoscere da vicino, Dublino, e al portale daft.ie) si riuscissero a convogliare offerte di privati e non in un unico grande portale, magari gestito da una redazione che, senza chiedere contributi economici, potesse supervisionare l’operato autonomo dei singoli utenti segnalandone per tempo, vizi e, perchè no, virtù…beh, non saremmo più in Italia!!!
Una cosa è certa: se gli atenei lanciassero, nell’ambito dei precorsi o ‘postcorsi’ (per chi ha già cominciato ma manca di qualche dettaglio), qualche seminario su ‘come scrivere un annuncio chiaro e completo’, magari…a quest’ora avrei trovato casa anch’io!

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