• Google+
  • Commenta
13 settembre 2006

Cara America, e la meritocrazia?

“The Price of Admission: How America’s Ruling Class Buys Its Way Into Elite Colleges And Who Gets Left Outside the Gates”. Ovvero, “Il prezzo dell

“The Price of Admission: How America’s Ruling Class Buys Its Way Into Elite Colleges And Who Gets Left Outside the Gates”. Ovvero, “Il prezzo dell’ammissione: come la classe dirigente americana compra l’ingresso nei college d’élite e chi resta fuori dai cancelli”. Ebbene sì, ad informarci di questa triste deriva anti-meritocratica in salsa americana è Daniel Golden, giornalista del Wall Street Journal e vincitore del premio Pulitzer, con una laurea ad Harvard. Indignato a tal punto, il reporter spera che al più presto il suo libro possa riportare all’attenzione dell’opinione pubblica una severa proposta di legge di Ted Kennedy, quella di revocare gli sgravi fiscali e i fondi federali alle università colpevoli di aver ammesso studenti su raccomandazione. E che raccomandazioni! Christopher Ovitz, nonostante un curriculum mediocre e una condotta non esemplare (fu sospeso alle medie per aver usato una mazza da baseball su una compagna), è riuscito a varcare i cancelli della Brown University. Il padre, Michael Ovitz (potente agente cinematografico), ha reso possibile, tanto per sdebitarsi, imperdibili seminari con Martin Scorsese e Dustin Hoffman. Un ottimo affare, non vi pare? Secondo Golden, “Nell’America di oggi gli asiatici sono diventati i nuovi ebrei”, dal momento che “i canoni di ammissione per loro sono infinitamente più duri”. Ne è un esempio la vicenda di Henry Park, figlio di immigrati coreani, uno dei migliori studenti alla Groton School (Massachussets), ma non un genio per le università della Ivy League, tra le quali Harvard, Yale, Brown e Columbia. E pensare che molti degli studenti della classe di Park, che sono stati invece ammessi, presentavano credenziali accademiche inferiori alle sue. “Quello che avevano”, ha scritto Daniel Golden sul Wall Street Journal, “erano altre caratteristiche: i soldi”. Da non crederci!

Google+
© Riproduzione Riservata