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27 settembre 2006

Cara Università, do you speak English?

Si sa che chi non parla inglese è tagliato fuori dal mondo globalizzato abituato sempre più, anch’esso, a parlare una sola lingua, a

Si sa che chi non parla inglese è tagliato fuori dal mondo globalizzato abituato sempre più, anch’esso, a parlare una sola lingua, appunto quella angloamericana. Se ne sono accorte pure le università italiane, non particolarmente impegnate sul fronte dei corsi tenuti esclusivamente in lingua inglese. Per questo è di un certo interesse la seconda edizione dell’indagine, patrocinata dalla Fondazione Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), sull’offerta formativa 2005/2006 di corsi di I e II livello, dottorati, master e winter/summer school interamente erogati in “english”. Utile, questa ricerca, soprattutto al fine di rendere un servizio a tutti gli studenti stranieri, europei ed extraeuropei, che desiderino frequentare il loro periodo di formazione universitaria qui in Italia. Come dire, il marketing non manca mai! Su un campione di 52 atenei (pari al 67,5% del totale), l’indagine è stata realizzata somministrando ai delegati rettorali alle Relazioni Internazionali un questionario in cui si chiedeva di indicare i corsi erogati in inglese (ai diversi livelli di istruzione accademica), comprese le informazioni online, sempre in inglese, inerenti l’offerta formativa, la struttura universitaria, i servizi di accoglienza e le modalità di studio e di soggiorno. Alla fine dei conti, 17 atenei hanno dichiarato di non organizzare corsi esclusivamente in inglese (ma è possibile che tengano una parte della didattica in inglese), mentre le università che offrono almeno un corso interamente in inglese sono 35. Tra questi ultimi, nel particolare, 7 istituti erogano corsi di primo ciclo, 11 di secondo ciclo, 19 corsi di dottorato, 21 corsi master e 18 nell’ambito delle winter/summer school.

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