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13 settembre 2006

Copyright: liberatemi!

Beppe Grillo docet, e lo fa nel suo ultimo spettacolo itinerante, “Incantesimi”. Nel corso del suo spettacolo il buon Beppe racconta della nascita

Beppe Grillo docet, e lo fa nel suo ultimo spettacolo itinerante, “Incantesimi”. Nel corso del suo spettacolo il buon Beppe racconta della nascita del copyright, come vera peste del 2000, e della sua progressiva ed infettiva estensione a tutti i settori della vita pubblica e privata dell’individuo. Nato come “sottoprodotto della privatizzazione della censura governativa” nell’Inghilterra vittoriana intendeva vincolare e controllare la diffusione delle opere che l’avvento della carta stampata avrebbe generato, in barba alla tutela dell’autore. Il diritto d’autore tutela la distribuzione e, nel corso degli anni, invade l’Europa varcando i confini degli oceani e contaminando il genere umano. Cadono nella sua morsa letale tutti rami della conoscenza con l’unico risultato tangibile di impedire la libera circolazione del pensiero umano e la sua evoluzione. Beppe ci ricorda come tale diritto abbia varcato anche il sacro muro della morte corporale dell’autore, unicamente allo scopo di foraggiare i grandi colossi della distribuzione. Siete vicini al vostro compleanno? Allora preparatevi a cantare “Happy birthday” asserragliati in casa e sottovoce, perché sarete passibili di denuncia per non aver pagato i diritti d’autore. Volete girare un film in casa vostra? Benissimo, ma abbiate l’accortezza di non far sedere il vostro protagonista sulla nuova poltrona di papà disegnata da Pallino Pinco, perché, una volta famosi, sarete passibili di denuncia ed il vostro film cadrebbe in pastoie legali senza fine. Un regista ha dichiarato che, stando così le cose, presto si vedrà costretto a girare film con sfondo bianco ed attori semi-nudi: non manca molto. Ma in soccorso ci giunge di nuovo il buon Beppe che ha deciso di mettere in rete gratuitamente, come molti altri, parte del suo materiale, a disposizione di tutti coloro che sono interessati. Si è affidato a Creative Commons, un portale libero che permette di usufruire e scambiare risorse in assoluta libertà o con vincoli definiti dall’autore stesso. Beppe conclude la sua arringa a difesa della conoscenza citando queste parole (che spero non siano coperte da copyright): “Se io ho un euro e tu hai un euro e ce li scambiamo, alla fine restiamo con un euro ciascuno. Ma se io ho un’idea e tu un’altra idea e ce le scambiamo, alla fine ci troveremo con due idee ciascuno!”. Detto questo chiedo sinceramente scusa a Luca Brunelli, articolista di Controcampus, perché ho fatto uso, non conoscendone la paternità e quindi senza riportarne la fonte, di un pezzo scritto di suo pugno. Chiedo altresì scusa alla Redazione intera, messa in concreto imbarazzo dal mio comportamento “leggero”, o comunque meno rigoroso del dovuto, e a tutti i frequentatori del sito. Faccio però appello alle coscenze di tutti i novizi dell’informazione, come il sottoscritto, perché un’ episodio del genere non diventi un caso “nazionale” ma un’occasione buona per ribadire che l’informazione viaggia libera ed è usufruibile da chiunque: scusami ancora Luca ma, per favore, almeno tu liberami dal copyright! Tengo a precisare che il sottoscritto fotocopia il 15% del libro di testo per l’esame….fatelo anche voi (pubblicità-progresso)!

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