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12 settembre 2006

Corsi di laurea ad accesso programmato: un ostacolo per la crescita dell’Italia

Con quella di Scienze della Formazione dell’11 settembre, si è conclusa la tornata di prove di accesso ai corsi di laurea a numero chiuso. Be
Con quella di Scienze della Formazione dell’11 settembre, si è conclusa la tornata di prove di accesso ai corsi di laurea a numero chiuso. Ben 250 mila studenti che hanno tentato di accaparrarsi un posto tra i circa 28 mila disponibili. Una differenza abissale.

Una situazione, questa dell’accesso programmato, al dir poco assurda. Non solo per quanto riguarda il risicato numero di posti disponibili, ma ancor di più per le domande di logica e cultura generale presenti nei test. La nostra vita diventerà “più rosea” soltanto quando riusciremo a scoprire l’arcano motivo per cui debbano essere presenti, nei test di Medicina e Chirurgia, domande del tipo: “Dove si trova il Quebec?” o “In un cortile vi sono conigli e galline. In tutto si contano 40 teste e 100 zampe. Quante sono le galline e quanti i conigli?” o ancora: “Da chi è composto il consiglio di sicurezza dell’ONU?”. Quanti ragazzi hanno visto i loro sogni infranti, da una di queste inutili domande, che non hanno proprio nulla a che vedere con la medicina!

A lamentarsi però non sono solo gli studenti, ma anche una buona parte dei docenti che chiede a gran voce che il sistema di accesso ai corsi di laurea a numero programmato venga riveduto e modificato.

In conclusione: le domande di ammissione ai test aumentano di anno in anno, l’offerta di lavoro idem. Discorso che non vale per i posti disponibili nelle Università che oramai sono diventati uno dei pochi fattori costanti degli atenei italiani. Così l’Italia necessita di Medici, Infermieri, Tecnici di Radiologia, Fisioterapisti ecc. ecc., e la crescita del Paese è bloccata. Chi sa perché…

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