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18 settembre 2006

Il diploma non basta più

Il diploma non basta più: le difficoltà legate al mondo del lavoro e non solo spingono sempre più ragazzi ad intraprendere un

Il diploma non basta più: le difficoltà legate al mondo del lavoro e non solo spingono sempre più ragazzi ad intraprendere un percorso universitario. È quanto emerge da un indagine Istat effettuata su un campione di diplomati nel 2001, intervistati a tre anni dal conseguimento del titolo di scuola media superiore.
Tra coloro che scelgono il mondo del lavoro all’Università ci sono soprattutto i diplomati in Istituti tecnico-commerciali, mentre per i “liceali” la scelta di un corso di Laurea sembra essere la continuazione naturale al loro percorso di studi. Scelgono il lavoro l’88% di coloro che provengono dagli istituti professionali e più del 74% di coloro che hanno appena conseguito il diploma di perito tecnico. I liceali invece che decidono di dedicarsi completamente agli studi universitari sono il 63%.
Soprattutto al sud i giovani fanno fatica a trovare un’occupazione una volta finite le scuole superiori. Per questo motivo, l’unica soluzione per tentare di uscire dalla disoccupazione sembra essere quella di iscriversi ad un corso di Laurea.
Dall’indagine emerge comunque un dato significativo: sembra essere la riforma la causa principale dell’improvviso ritrovato interesse verso i percorsi accademici. La prospettiva di ridurre a 3 gli anni trascorsi in aula spinge molti giovani ad iscriversi all’Università.
Tra i diplomati intervistati nel 2004 si registra un aumento di 10 punti percentuali (34,2%) rispetto al 2001 (dove il dato di fermava al 24,8%) di coloro che hanno scelto di impegnarsi a tempo pieno negli studi universitari. Di conseguenza quindi, coloro che hanno preferito entrare subito nel mondo del lavoro dopo il conseguimento del diploma sono passati dal 72,3% del 2001 al 62,8% del 2004.
Grazie alla riforma infatti un giovane può raggiungere il traguardo della laurea in un periodo di tempo inferiore rispetto al passato. Molti studenti che decidono di fermarsi alla laurea triennale, sono in grado di trovare subito un’occupazione, inserendosi all’interno del mondo del lavoro molto prima rispetto ai loro colleghi che, fino a qualche anno fa, dovevano per forza trattenersi per almeno un quinquennio tra i banchi di scuola.
Dall’indagine emerge inoltre che i giovani sono seriamente interessati a proseguire gli studi, per cui la disoccupazione tra di loro spesso è una scelta piuttosto che un obbligo dettato dalla mancanza di lavoro. Ben 9 ragazzi senza occupazione su 10 dichiarano infatti di non essere impegnati nella ricerca di un lavoro perché assorbiti da impegni accademici. Ben l’80% degli intervistati ha dichiarato di aver rifiutato una proposta di lavoro perché impegnato all’università. Eppure non tutti i ragazzi amano fare gli studenti full time. Su cento ben 30 di loro dichiara di scegliere un lavoro part-time o stagionale da affiancare alla loro occupazione principale sui libri.

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