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13 settembre 2006

Ingegneri e “Scienziati” in pool position

Secondo le statistiche ISTAT 2004/2005 continuare a studiare diminuirebbe la percentuale di disoccupazione in maniera esponenziale. In riferimentoSecondo le statistiche ISTAT 2004/2005 continuare a studiare diminuirebbe la percentuale di disoccupazione in maniera esponenziale. In riferimento al periodo successivo alla conclusione degli studi superiori il 25% di studenti di età compresa tra i 20-24 anni risulta disoccupato VS il 20% dei laureati in età compresa tra 25 e 29 anni. Per i laureati 30-34enni la disoccupazione diminuisce fino al 9% e la situazione migliora a lungo termine: solo l’1,6% dei laureati di 35-64 anni sono disoccupati.
Da un indagine del 2001 che ha reclutato un campione di soggetti laureati nel 1998, sarebbe emerso che i laureati in ingegneria trovano lavoro più facilmente (a tre anni dalla laurea l’88% è occupato in modo continuativo), seguono i laureati chimici-farmaceutici (78%) e scientifici (75%). In particolare il corso di laurea con migliore inserimento lavorativo è Ingegneria gestionale (il 93% dei laureati trova un lavoro continuativo entro tre anni dalla conclusione degli studi), informatica (91%) ed elettronica (90%). Buone anche le percentuali per le lauree in Relazioni pubbliche e Scienze internazionali e diplomatiche (il 90% dei laureati ha un lavoro continuativo), Economia politica (87%), Chimica industriale (86%), Odontoiatria (84%), Scienze statistiche ed economiche e Farmacia (entrambi 83%).
I laureati con maggiori difficoltà di occupazione sono quelli dei gruppi insegnamento (51% occupati), letterario (56%) e geo-biologico (58%). La “camisa negra” tocca però ai Sociologi (38/100 giovani sono occupati), ai laureati in Pedagogia (39 su 100), ai laureati in Materie letterarie (48%). La percentuale più alta di laureati in cerca di occupazione appartiene al corso di laurea in Lingue e Civiltà orientali (24 %).
Oltre alla percentuale di occupazione, non va sottovalutato l’aspetto laurea-coerenza lavorativa.
Due laureati su tre sono occupati in lavori per i quali è richiesta la laurea, mentre il 33% svolge un lavoro per il quale la laurea non è necessaria. I laureati del gruppo medico, chimico-farmaceutico, architettura e ingegneria hanno maggiori possibilità (circa l’80%) di avere una occupazione coerente con il livello di istruzione raggiunto.
Per ulteriori approfondimenti sull’argomento è possibile visionare il sito http://www.istat.it/servizi/studenti/unilav/ a cura dell’ISTAT. Un utile strumento di informazione per avere maggiore chiarezza sulle richieste di mercato ed essere indirizzati alla scelta delle facoltà universitarie.

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