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11 settembre 2006

La caccia di ibis

Un’importante conferma arriva dal satellite INTEGRAL e dal suo strumento IBIS. Ce ne parla il responsabile della sua realizzazione: Pietro Ubertini
Un’importante conferma arriva dal satellite INTEGRAL e dal suo strumento IBIS. Ce ne parla il responsabile della sua realizzazione: Pietro Ubertini dell’INAF

La radiazione gamma diffusa in tutto l’Universo ha origine dai vortici di materia risucchiata da enormi buchi neri nel cuore delle galassie. La conferma è giunta da INTEGRAL, il satellite europeo che indaga sui fenomeni celesti che producono forti emissioni di energia. Per averne la certezza INTEGRAL ha sfruttato la potenza di uno dei suoi strumenti di bordo: IBIS. Pietro Ubertini dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica ne è il referente responsabile.

“Lo strumento è stato realizzato da un consorzio con una responsabilità italiana e da quando è stato lanciato dà risultati strabilianti perché per la prima volta fa immagini molto dettagliate delle sorgenti di raggi cosmici gamma con una sensibilità finora mai raggiunta.”

Proprio grazie a questa elevata capacità di cogliere le radiazioni provenienti dallo spazio profondo, IBIS ci ha confermato che all’origine della radiazione gamma ci sono diverse migliaia di buchi neri la cui massa va da qualche milione a centinaia di milioni di masse solari.

“Questi buchi neri sono in genere al centro di grandi galassie, galassie attive, quasar. Però a questo punto noi sappiamo che sono qualche migliaia e non milioni né alcuni come si pensava qualche anno fa.”

E come spesso accade quando si realizzano strumenti all’avanguardia per studiare fenomeni estremi che ci sono solo nello spazio, anche in questo caso si annunciano importanti ricadute tecnologiche.

“Se questo strumento, costato in totale circa 40 milioni di euro, potesse essere utilizzato per fare le normali radiografie o le tac che ogni tanto siamo costretti a fare per controllare la nostra salute, darebbe dei risultati stupefacenti. Un fattore migliore dieci o più volte come nitidezza o come capacità di risoluzione energetica rispetto agli strumenti che vengono utilizzati negli ospedali.”

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