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19 settembre 2006

La controriforma dell’università

Il Ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi, con una commissione di esperti creata ad hoc, ha deciso di intervenire sul sistema deiIl Ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi, con una commissione di esperti creata ad hoc, ha deciso di intervenire sul sistema dei crediti e sulla riforma ad “Y” – ideata dall’ex Ministro Letizia Moratti – la cui attuazione è stata rimandata al 2011.
L’eccessivo numero di esami e la parcellizzazione dello studio – sempre più vicino al metodo liceale che a quello universitario – hanno portato a fissare un tetto massimo di esami, precisamente 20, dal quale nessun ateneo potrà discostarsi pur avendo completa autonomia nel decidere il numero di crediti da assegnare ad ogni esame. Questo permetterà senza dubbio una maggiore concentrazione ed approfondimento su un singolo esame, magari più lungo e corposo ma sicuramente meno dispersivo. La riforma ad “Y”, che avrebbe dovuto entrare in vigore in quest’anno accademico, è stata in parte modificata e posticipata di tre anni anche per permettere alle Università di organizzare meglio i nuovi corsi di studio. Con questa riforma si passerà dal sistema 3 + 2, che prevede tre anni per conseguire la laurea di primo livello e due per la specialistica, al 1 + 2 + 2 che prevede invece un anno comune e poi la possibilità di scegliere l’indirizzo della laurea di base e, successivamente, la specialistica.

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