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4 settembre 2006

La polemica sulla incentivazione delle facoltà scientifiche

Ora che l’anno accademico sta per ricominciare, ecco che scoppiano le polemiche sul decreto promulgato nel 2003 e riguardante il processo di incentivaOra che l’anno accademico sta per ricominciare, ecco che scoppiano le polemiche sul decreto promulgato nel 2003 e riguardante il processo di incentivazione delle facoltà scientifiche; in Italia, infatti, esse devono rivolgersi ad un passato remoto per ritrovare il periodo in cui erano in auge; il governo ha quindi trovato una soluzione nello stanziamento di un fondo fisso da destinarsi esclusivamente alle facoltà di Matematica, Fisica, Chimica e Statistica, e che prima veniva invece distribuito a tutti i corsi di laurea.
Il rappresentante dei presidi di Scienze Nicola Vittorio spiega le modalità di assegnazione delle borse di studio derivanti dal fondo fisso: “Il merito resta l’elemento fondamentale per l’assegnazione dei contributi. Si tiene conto degli iscritti dal secondo anno, non più dal primo, evitando così ondate di immatricolazioni dovute più alla disponibilità di fondi che all’effettivo interesse per il corso di studi. La cifra viene poi suddivisa in base numero degli studenti che ne fanno richiesta ed ai risultati che hanno ottenuto nel corso dell’anno o nelle prove d’ingresso, fermo restando anche il reddito. I criteri per stabilire le modalità di graduazione per i rimborsi o le borse di studio rientra nelle competenze dell’autonomia universitaria”. Agli studenti meritevoli potrebbe inoltre venire assegnato un computer portatile in prestito per tutta la durata degli studi, l’alloggio gratis e i libri di testo.
Questo progetto riguarda ancora un numero limitato di atenei, ma non si è tardato a dichiarare il proprio disaccordo. In particolare, ci si lamenta del fatto che il sapere, in questo modo, viene “commercializzato”. Ma come si può affermare che l’università diventa merce, se l’unico criterio di valutazione rimane il merito, e tenendo in considerazione il reddito non viene leso il principio di democrazia? Altre polemiche, come la dichiarazione di Walter Passerini nel Sole 24 Ore, puntano invece sull’errata considerazione della questione da parte del governo: “Le ragioni per le quali i nostri giovani non si scrivono ad alcune facoltà forse risiedono altrove, magari anche nella bassa remunerazione di un titolo scientifico faticoso e avaro”.

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