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22 settembre 2006

La Primavera di Botticelli: l’utopia di Lorenzo il Magnifico

Sarebbero nove città italiane i personaggi mitologici raffigurati nella celebre Primavera di Botticelli.
E’ questa l’interpretazi

Sarebbero nove città italiane i personaggi mitologici raffigurati nella celebre Primavera di Botticelli.
E’ questa l’interpretazione attribuita all’opera dal Prof. Enrico Guidoni, docente di Storia dell’Arte e delle Città presso la facoltà di Architettura della Sapienza di Roma che nella sua pubblicazione “La Primavera di Botticelli: l’armonia nelle città dell’Italia di Lorenzo il Magnifico” (Roma, Editore Kappa, 2005) illustra come le ninfe e le divinità che popolano il rigoglioso giardino parte dell’immaginario collettivo che simboleggia l’Italia, sia in realtà una festosa allegoria delle relazioni politiche tra le principali città d’Italia dell’epoca.
Le precedenti versioni da parte di studiosi di antichità, sono pressocchè concordi nell’attribuire significati prevalentemente filosofico-letterari ai personaggi del dipinto.
E’ infatti il romanzo di Marziano Capella “De Nuptiis Philologiae et Mercurii” letteralmente le “Nozze di Filologia e Mercurio” ad ispirare l’interpretazione di Giovanni Reale: il dolce Zefiro che soffiando cinge la dea Flora che a sua volta sfiora la Primavera rappresentano la prima unità semantica. Al centro domina Venere, a simboleggiare il tema dominante dell’amore, e suo figlio Eros che sta per scoccare il suo dardo (seconda unità) verso le tre volteggianti grazie. L’ultima immagine è quella di Mercurio con i calzari alati, immortalato nell’atto di cogliere un frutto, sullo sfondo un cielo plumbeo a metà in cui si intravede un diradarsi delle nubi.
Più o meno concorde è l’interpretazione di Franco Baldini, se non per la scelta del testo letterario al quale si sarebbe ispirato il Botticelli che, secondo l’autore, sono i Fasti di Ovidio.
L’unica immagine ambigua è Venere, che non compare nella predetta citazione, tanto più che in questo caso è in evidente stato di gravidanza, come sembrerebbe dalle linee dell’abito e dal drappeggio del mantello che accompagnano morbidamente le generose rotondità della dea.
Lo studio del Prof. Guidoni attribuisce dunque un nome ai nove personaggi della Primavera a partire da Flora-Chloris che rappresenta Firenze, a seguire Roma, Genova, Milano, Bolzano, Pisa, Napoli e Venezia.
In sostanza il dipinto rappresenta la volontà politica di Lorenzo il Magnifico di promuovere una serena coesistenza tra gli stati italiani, un desiderio destinato a dissolversi alla sua morte avvenuta nel 1492 e in nome del quale elaborò delle strategie che coinvolsero i suoi figli in un valzer di matrimoni incrociati con le famiglie più influenti di quel periodo.

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