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26 settembre 2006

La Sapienza: “Lingue e cittadinanza europea”

E’ stato organizzato e si è tenuto oggi 26 settembre 2006 un convegno internazionale a “La Sapienza”. Ha patrocinato l’evento anche l’Unione
E’ stato organizzato e si è tenuto oggi 26 settembre 2006 un convegno internazionale a “La Sapienza”. Ha patrocinato l’evento anche l’Unione Europea. Il tema del convegno è stato incentrato sul tema “Lingue e cittadinanza europea”. In questa giornata del 26 settembre che è stata declamata come la Giornata europea delle lingue, nell’Aula Magna de “La Sapienza” di Roma si è dato il via a tre giorni di dibattito sulle lingue, al quale hanno partecipato il Dipartimento di Lingue per le Politiche Pubbliche dell’ateneo romano, l’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo e la Rappresentanza italiana della Commissione Europea. Un grande studioso della nostra società Franco Ferrarotti ha così sentenziato sull’inglese “Gli italiani possono aiutare a crescere la comune consapevolezza europea”, il professore ha così poi continuato “Il senso di questo incontro è, infatti, proprio quello di far vedere la varie lingue europee non come degli orti chiusi in se stessi e neppure in termini nazionalistici. Sulla base dell’interscambio fra le varie lingue bisogna arrivare ad una effettiva comunicazione fra i popoli europei. Gli italiani in fondo hanno grandi possibilità in questo senso, proprio perché sono collocati al centro del Mediterraneo, un vero e proprio crocevia di culture, e quindi possono aiutare dal basso il crescere di una comune consapevolezza europea”. Mentre un altro emerito professore Francesco Sabatini, membro dell’Accademia della Crusca, ha dichiarato che “L’Europa ha bisogno dell’inglese, ma non vi devono essere lingue privilegiate”. Ferrarotti ha così proseguito sottolineando che se “da una parte abbiamo infatti una lingua come l’inglese che è ormai diventata linguaggio universale e mondiale, ma dall’altra vi sono altre lingue europee, come il francese, lo spagnolo, l’italiano, il tedesco e quelle dei Paesi scandinavi. Lingue molto importanti che vanno mantenute nella loro specificità, ma non in contrapposizione le une con le altre. Non si tratta di optare per l’anglofonia o contro la franconofonia, ma bisogna al contrario riconoscere che vi è un comune interesse superiore della Patria europea”. Ha difeso strenuamente l’importanza della lingua italiana Sabatini che ha richiesto l’“impegno comune delle istituzioni, dalle accademie e dei circoli culturali che faccia capire all’opinione pubblica l’importanza della lingua. Un’opera di informazione e chiarimento che in questo contesto non deve però portare – le lingue devono avere il tempo di sviluppare le loro possibilità – a decisioni affrettate”. Tutti i partecipanti hanno definito le lingue europee, francese, inglese, italiano, tedesco, ma anche tutte le altre importanti nelle traduzioni dei documenti principali dell’Unione Europea, che ormai invece sono stilate solo in tre lingue. Hanno, dunque, richiesto a gran voce che l’arco delle lingue privilegiate possa ampliarsi, per poter definire un’Europa multilinguista.

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