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26 settembre 2006

Le università per “l’equo-solidale”

Si è conclusa da pochi giorni a Napoli la ricerca di quattro Atenei italiani sull’analisi e gli sviluppi del mercato così detto “equ

Si è conclusa da pochi giorni a Napoli la ricerca di quattro Atenei italiani sull’analisi e gli sviluppi del mercato così detto “equo e solidale”.
La conferenza finale, tenutasi nell’aula magna di Villa Doria d’Angri, ha concluso così la prima fase del progetto nazionale “Commercializzazione dei prodotti del Terzo Mondo sui mercati avanzati”; effettuato dalla facoltà di Economia dell’Università di Genova, dal Sacro Cuore di Piacenza, dalla Tor Vergata di Roma, e dalla Parthenope di Napoli.
La ricerca aveva come obiettivi l’analisi delle strutture del commercio equo-solidale e dei suoi prodotti agro-alimentari come il caffè, il thè e le banane, tre dei prodotti basilari dell’economia dei paesi africani del Terzo Mondo. Sono stati messi a fuoco alcuni punti fondamentali che potrebbero in futuro cambiare notevolmente questo tipo di commercio: si è andato alla ricerca di un’ipotetico punto d’accordo tra le multinazionali del commercio e i Paesi sottosviluppati.
Infatti, secondo le parole del Rettore della Parthenope Gennaro Ferrara, le multinazionali potrebbero dare un grande aiuto allo sviluppo di questo ambito del commercio agricolo, ma d’altro canto devono rendere più agevole il lavoro delle imprese locali per uno sviluppo definitivo, e per una futura competitività internazionale.
Da menzionare anche la presenza ai lavori dei professori Cosetta Pepe e Donatella Depperu.

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