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26 settembre 2006

L’Ocse boccia la scuola italiana brutta e inefficiente

Bocciata senza possibilità di recupero. Questa la condizione della scuola italiana, stando all’ultimo rapporto Ocse dal titolo “Education at a Bocciata senza possibilità di recupero. Questa la condizione della scuola italiana, stando all’ultimo rapporto Ocse dal titolo “Education at a glance 2006” (uno sguardo sull’Istruzione 2006). Costoso se rapportato ai risultati, il sistema scolastico italiano continua a soffrire di una cronica carenza di laureati, di studenti con una preparazione inferiore se rapportata ai pari grado delle altre nazioni che si concretizza, sul mercato del lavoro, nella disoccupazione per molti neo dottori.
I dati portati dall’Ocse in merito sono indubbi: l’Italia è al penultimo posto per numero di laureati; appena 11 su cento persone di età compresa fra 25 e 64 anni, solo la Turchia fa peggio di noi, ma riusciamo di contro ad essere superati perfino dal Cile e dal Messico. I paesi asiatici (Giappone e Corea) ci surclassano (37 e 30 rispettivamente), così come Stati Uniti e Australia. La situazione non cambia se si prendendo in considerazione i giovani laureati di età compresa fra i 25 e i 34 anni. E il divario fra l’Italia e la media dei paesi dell’Unione europea si amplia per numero di laureati nelle facoltà scientifiche: 1.227 ogni 100 mila giovani fra i 25 e i 34 anni contro i 2.128 della media Ocse. Ma se la diagnosi è desolante per l’Università, neanche il resto del sistema scolastico italiano se la passa troppo bene. Le cose infatti non cambiano di molto se si passa ai diplomati: siamo in fondo alla classifica (appena 48 su 100) con una media Ocse che si attesta sui 67 ogni 100 abitanti di età compresa fra i 25 e i 64 anni.
Il rapporto continua sfornando cifre e dati che dipingono un quadro davvero poco esaltante: vecchia, priva di idee, demotivata, inefficiente e “vacanziera”…Un ritratto a tinte fosche di una scuola che, così com’è, è lontana tanto dall’Europa quanto dal tessuto sociale nostrano su cui, al contrario, dovrebbe affondare solide radici.
Incassata la bocciatura senza appello dall’Ocse, non resta che rimandare alla prossima riforma per un riscatto della scuola italiana…In fondo, come tante volte hanno ripetuto i professori degli studenti più recalcitranti: “è intelligente, ma non si applica”….

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