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27 settembre 2006

Manovra finanziaria: tagli alle scuole ed è subito rivolta. Forti proteste da tutti i fronti

Giornata molto concitata quella di ieri, in cui è avvenuta una prima presentazione della nuova legge finanziaria. Già inizialmente i

Giornata molto concitata quella di ieri, in cui è avvenuta una prima presentazione della nuova legge finanziaria. Già inizialmente il clima non era di sicuro uno dei più favorevoli, ma a scatenare poi l’inferno ci ha pensato la “magica” frase: “Previsti tagli alla scuola”.

Subito parte una grande protesta: sindacati pronti allo sciopero, il ministro Fioroni e gli stessi componenti della maggioranza esprimono la loro disapprovazione a questa riforma, con toni alti. Insomma il caos è dappertutto: nelle scuole, nelle sedi sindacali, nelle sedi di partito e nelle piazze.

Poi alla fine, la situazione sembra tornare alla normalità, grazie all’intervento del ministero del Tesoro che precisa: “La bozza di legge è superata e inattendbile”. Dal canto suo, il leader della maggioranza e Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ribadisce: “Sulla finanziaria non ci sono difficoltà insormontabili” – e continua precisando sulla scuola: “è mio dovere, di fronte ai problemi che fanno emergere diversità di posizioni, prendere in riesame il capitolo”. E aggiunge: “Vediamo cosa si può fare per vedere di riarmonizzare anche questo capitolo”.

Ma a porre definitivamente una pietra sulla questione, è in serata il segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano, che dopo aver avuto un incontro con Prodi a palazzo Chigi, dichiara: “Il premier ha confermato che la strada principale della manovra sarà quella di reperire nuove risorse attraverso una tassazione più incisiva sulle fasce più abbienti della popolazione.” – continua Giordano – “I redditi annui superiori a 70mila euro pagheranno una aliquota del 43% e quelli superiori ai 100mila euro del 45%”.

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