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15 settembre 2006

Opportunità per giovani comunicatori. Città, Regioni, Europa: quale comunicazione pubblica?

L’invito ai giovani comunicatori è esplicito: ingegno, creatività e originalità. Per essere tra i 9 finalisti che presenter

L’invito ai giovani comunicatori è esplicito: ingegno, creatività e originalità. Per essere tra i 9 finalisti che presenteranno e discuteranno il proprio progetto nell’ambito di una tavola rotonda, in programma a Bologna tra il 7 e il 9 novembre 2006 al Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, dei Servizi al Cittadino e alle Imprese. L’occasione sarà offerta dalla seconda edizione del Premio Obiettivo Comunicazione. I partecipanti al concorso dovranno realizzare un progetto di comunicazione integrata sotto forma di proposta grafica, audio-video e per il web, basato sulle reali attività di comunicazione dell’Unione Europea e delle istituzioni che la compongono, della politica economica e sociale e delle opportunità di studio e di occupazione. A promuovere l’evento saranno e Associazioni culturali Fre.Menti di Padova e Prospettive di Gorizia in collaborazione con l’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale e l’Associazione culturale Comunicazion&Università di Bari. I progetti dovranno pervenire entro il 17 ottobre. La partecipazione è gratuita ma occorre prima un’iscrizione on line sul sito www.obiettivocomunicazione.it entro il 30 settembre 2006. Oltre a quest’ultimo indirizzo web gli aspiranti progettisti sono tenuti a consultare periodicamente il sito www.compa.it ed aggiornarsi sul programma organizzato per l’evento bolognese. Inoltre al suo interno sono pubblicati i bandi per la partecipazione ad altri concorsi, tutti però strettamente affini. Città, Regioni, Europa: quale comunicazione pubblica? L’interrogativo è più che mai attuale alla luce di quell’ “identità civica superiore” che dovrebbe appartenere agli abitanti dell’Unione Europea. Ora e in futuro sarà necessario valorizzare quei processi integrativi che portano le istituzioni provinciali, regionali e nazionali a dialogare non solo vicendevolmente ma anche in una prospettiva transnazionale. Oltre quei confini che, grazie al nuovo organismo europeo, stanno progressivamente svanendo. Per un unico grande Stato: l’UE.

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