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4 settembre 2006

Prima in Italia: è La Sapienza il miglior ateneo nazionale

Secondo l’annuale classifica internazionale stilata dalla Shangai University Jiao Tong, meglio conosciuta come “Academic Ranking of World UniversitiesSecondo l’annuale classifica internazionale stilata dalla Shangai University Jiao Tong, meglio conosciuta come “Academic Ranking of World Universities” edizione 2006, è la Sapienza a piazzarsi in testa alle università italiane seguita, a livello europeo, da Milano e Pisa.
Conquistando il centesimo posto a livello mondiale, un risultato niente male seppur di tre scalini inferiore rispetto alla graduatoria dello scorso anno, l’ateneo capitolino ha superato le università di Amsterdam, Bonn, Francoforte e Singapore.
Al primo posto l’intramontabile Harward, ancora imbattibile su tutti i fronti, in questo caso i quattro criteri che sono alla base della selezione: qualità dell’educazione attestata dal numero di alunni che hanno vinto premi Nobel o che siano stati insigniti di alte onoreficienze nel loro campo; qualità del corpo docente; ricerca a carattere scientifico ed umanistico e relative pubblicazioni su riviste di settore ed infine l’efficienza gestionale relativamente alla dimensione della struttura.
Si dichiara soddisfatto il Rettore dell’Università, Prof. Renato Guarini, che sottolinea come questo risultato riconosca e legittimi la sinergia tra didattica e ricerca nonostante la scarsa attenzione del mondo politico e finanziario. “Gli indicatori per valutare l’efficacia della ricerca però”, ribadisce, “sono troppo orientati verso l’area scientifica e penalizzano in questa maniera gli atenei che sono più votati alle materie umanistiche e vantano, tra il corpo docente, personalità d’eccellenza nell’ambito dell’archeologia, della filosofia e delle lettere antiche, tutte discipline alle quali dovrebbe essere dato il giusto peso e la giusta considerazione all’interno delle classifiche internazionali”. E sul fronte dell’internazionalità invita le università della Capitale ad un maggiore lavoro di squadra ed a tal fine auspica qualche attenzione in più da parte delle autorità locali e nazionali nell’assegnazione di fondi che, ad oggi, sono solo l’1% del Pil.
Secondo Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, la posizione de La Sapienza è frutto della storica assenza di meritocrazia nel sistema accademico italiano che, incatenato dalle solite logiche baronali non ha incentivato sviluppo, ricerca e produzione.

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