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12 settembre 2006

Professione: disoccupato

Bologna-Cosenza: 3 biglietti d’andata e ritorno

Le ultime statistiche su Bologna sembravano parlar chiaro: una delle città pi&ugra
Bologna-Cosenza: 3 biglietti d’andata e ritorno

Le ultime statistiche su Bologna sembravano parlar chiaro: una delle città più vivibili d’Italia, con un alto reddito pro capite, una cordiale atmosfera cittadina ed un tasso di disoccupazione trascurabile…insomma, un paradiso terrestre!

C’è chi, però, dinanzi a questi dati inorridisce: ‘Ma chi le fa ‘ste statistiche? E secondo quali criteri? Da bolognese d’adozione, non mi sento affatto una ‘Eva’, tutt’altro! Bologna sarà una bellissima città ma…vivibile fino ad un certo punto! Ma quando stilano questi ‘capolavori dell’inverosimile’, meglio noti come statistiche, gli esperti prendono proprio in considerazione tutto e tutti? Lo sanno, forse, che permettersi di pagare anche solo un posto letto, qui, è già un lusso? Lo sanno che in questa città i prezzi sono alle stelle? Lo sanno che i laureati sono a spasso, come noi tre, costrette non a fare shopping ma a guardare le vetrine per ingannare il tempo? L’unico posto dove si può comprare è il 99 cent shop!’

E’ pungente e determinata, la laureata calabrese che ho incontrato assieme a due sue colleghe meridionali.
‘Sono ca. quattro anni – incalza – che continuo ad elemosinare dei lavoretti pseudo-retribuiti ma…non se ne può più ! E’ tutto un progetto, ormai! Hai la scadenza come i latticini! Oppure stage, fiumi di stage, al termine dei quali è pronto il ben servito!’

La vostra amica ha ragione o è un po’ esagerata?.‘Quale esagerazione! Anzi, lei è fortunata perchè ha l’ironia dalla sua, altrimenti, la descrizione sarebbe risultata ben più tragica da parte nostra! Io poi, sono spacciata: dovrò tornarmene giù a casa! Le mie ricerche lavorative non hanno portato a nessun risultato di qualche interesse e non avendo alcun introito né essendo figlia unica, i miei mi hanno gentilmente suggerito di rientrare alla base! Ma giù al Sud il mercato lavorativo è messo ancora peggio, figuriamoci! Darò una mano a mia madre in casa, quantomeno!’

E l’altra: ‘A due anni dalla laurea, solo l’offerta di stage full time non retribuiti o telemarketing sotto pagati! Ma come fa uno a campare? Sono pronta a gettare la spugna anch’io e tornarmene dalle mie parti, giù al Sud! Quantomeno la vita è meno cara e anche se guadagni pochissimo, riesci comunque a mettere qualcosina da parte!’.

Alla prima ragazza intervistata: E tu? Continuerai a cercare a Bologna o cambierai aria? ‘Se potessi, cambierei identità! Magari con un neonato! E ricomincerei tutto da capo, per poi decidere di bloccare gli studi all’indomani del diploma! Altro che laurea! Senza nulla togliere ai diplomati, c’è poco da dire: hanno molte più chances di noi! Basta entrare in un’agenzia di lavoro interinale per rendersene conto! Mi riferisco, soprattutto a ragioneri e geometri. E se poi, abbagliata per l’ennesima volta da non si sa quale vana speranza di realizzazione professionale, decidessi di proseguire gli studi accademici, beh, me ne andrei all’estero, magari negli Stati Uniti. Se rimanessi in Italia, invece, mi iscriverei al Dams, sezione cortometraggi, visto che ne avrei già in mente uno: Disoccupate a spasso per Bologna’.

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