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11 settembre 2006

Sixties Fashion a Londra

Londra è la culla delle nuove tendenze, anticipatrice di mode, è un luogo magico perché, come per incanto, dallo spirito libe

Londra è la culla delle nuove tendenze, anticipatrice di mode, è un luogo magico perché, come per incanto, dallo spirito libero della gente di ogni dove e di ogni classe nasce ciò che diverrà costume nel mondo. Nell’ultima edizione di “London Fashion Week” si può notare che la tematica portante è stata la riproposizione della moda anni ‘60, proprio quella che aveva inventato il concetto di moda giovane inventandosi abiti utilizzando nuovi materiali, nuove forme. Londra torna ad esser operativa, dopo qualche stagione un po’ appannata la capitale inglese rispolvera la sua immagine ospitando alcuni degli eventi più importanti nel calendario modaiolo e, inaspettate new entry, vanno ad occupare subito le prime posizioni nella top ten della moda. Il Victoria and Albert Hall di Londra, uno dei musei più attenti alla conservazione della memoria del costume, ha dedicato una grande mostra che ripercorre minuziosamente quella stagione. Si intitola Sixties Fashion, è ad ingresso libero e sarà aperta fino al 25 febbraio 2007. Sponsorizzata dai grandi magazzini Miss Selfridge, la mostra si prefigge l’obiettivo di ripercorrere l’evoluzione della moda inglese a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta fino ad arrivare ai primi anni Settanta, evidenziando tutti quei nomi e luoghi che si rivelano esser parte integrante della storia globale del costume: ampio spazio è dedicato a Mary Quant inventrice della minigonna, ma non solo, con la sua boutique di King’s Road fu pioniera di un nuovo approccio allo shopping, offrendo un mix eclettico di abiti, gioielli, accessori. Una sezione è tutta per il cuore della swinging london, Carnaby Street. Il termine Swinging London risale al 16 aprile 1966; l’aggettivo era usato con il fine di tentare di descrivere ciò che stava accadendo da qualche tempo in città. Una traduzione di swinging è “eccitante”, “piacevole”. La Swinging London introdusse vocaboli come “trendy”, “cool” e “square”; alla base della Swinging London e degli Swinging Sixties c’era il concetto di divertimento, l’informalità e la gioventù . Proprio in quegli anni lo scozzese John Stephen, in un vicolo chiamato Carnaby Street, vendeva vestiti a basso prezzo e di qualità scadente, che potevano essere gettati senza rimorso dopo una settimana. Il museo offre inoltre un’impressionante raccolta di tessuti e stampati dal 1960 all’avvento del look hippy; è possibile anche visionare una testimonianza video della scena fashion della Londra del 1967.

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