• Google+
  • Commenta
26 settembre 2006

Un nuovo laboratorio per lo studio della locomozione umana

Dalla fisiologia e dalla meccanica di base, fino alle piste da sci e alle palestre: il passo è breve quando si parla di CeBiSM. Il Centro Int
Dalla fisiologia e dalla meccanica di base, fino alle piste da sci e alle palestre: il passo è breve quando si parla di CeBiSM. Il Centro Interuniversitario di Ricerca in Bioingegneria e Scienze Motorie ha inaugurato oggi nella sua sede di Rovereto presso l’Università di Trento un nuovo laboratorio all’avanguardia per lo studio avanzato della locomozione umana.
Si tratta di un ampliamento del settore di ricerca che negli anni ha reso il Centro di Rovereto un vero e proprio punto di riferimento di eccellenza a livello nazionale per gli studi interdisciplinari sull’attività motoria e sportiva, soprattutto in montagna. L’unità di ricerca che opererà nel nuovo laboratorio avrà gli strumenti e le competenze per valutare la performance degli atleti (lo stato della loro condizione fisica, il livello di allenamento e le strade da seguire per meglio orientare la preparazione agonistica), analizzare il gesto sportivo sotto il profilo biomeccanico (analisi cinematica), o anche conoscere l’energia metabolica spesa (ad esempio, per sforzi non molto intensi ma prolungati come una gita in mountain bike) . Un punto di vista importante, soprattutto ai fini della preparazione sportiva, perché permette di acquisire informazioni preziose su posizione, velocità e accelerazione dei segmenti corporei e sulla forza espressa nell’esecuzione del gesto. Il perfezionamento di questi dettagli tecnici può permettere all’atleta e all’allenatore di raggiungere prestazioni più elevate.

Il nuovo laboratorio per lo studio avanzato della locomozione umana è stato inaugurato questa mattina a Rovereto presso il Trade Center dal rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi, e dal presidente del CeBiSM Claudio Migliaresi, alla presenza dei rappresentanti del Comune di Rovereto, il vicesindaco e assessore allo sport, Cristian Sala, e l’assessore all’Università Maurizio Tomazzoni. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato anche l’assessore provinciale alle politiche per la salute Remo Andreolli e numerosi rappresentanti delle realtà interessate alle attività del centro (Trentino Spa, CONI, FISI e Collegio delle guide alpine).

A illustrare le attività di ricerca del laboratorio e gli obiettivi fissati dal Centro per il futuro della ricerca nelle scienze motorie sono stati il direttore del CeBiSM, Federico Schena, e Alberto Minetti, docente dell’Università Statale di Milano. Dalla presentazione sono emersi interessanti sviluppi applicativi che le attività di ricerca potranno fornire: dagli studi sui limiti della locomozione negli anziani o nelle persone soggette a riabilitazione, allo sviluppo di nuovi prototipi per l’industria nel campo dell’attrezzatura da montagna; dai test funzionali per gli atleti fuori dalla pista per ottimizzare la performance, all’analisi della tecnica dei climbers, utilizzando sistemi di rilevazione cinematica direttamente sulla parte attrezzata. La struttura, innovativa dal punto di vista tecnico e scientifico, è infatti dotata di specifiche attrezzature idonee a riprodurre, sia in laboratorio che sul campo, diverse forme di movimento tipiche degli sport invernali.

Ma il ruolo del CeBiSM è sempre stato strategico fin dalla fondazione del Centro, 12 anni fa. “Lavorare in settori di punta della ricerca – ha commentato il rettore Bassi nel suo intervento di oggi – richiede competenze interdisciplinari e di eccellenza che solo in rari casi si trovano in un unico ateneo. Il CeBiSM, in quanto struttura interuniversitaria che riunisce quattro atenei (Trento, Brescia, Udine e Verona) rappresenta un esempio riuscito di collaborazione accademica e scientifica. Non solo, le attività del centro permettono a Rovereto di riaffermare il suo ruolo di primo piano come città in cui la ricerca scientifica e l’università trovano terreno fertile. Porre, infine, l’accento sui temi della montagna e dello sport – ha concluso il rettore – significa valorizzare una vocazione scientifica che il Trentino è naturalmente chiamato a sviluppare, per la sua collocazione geografica, per il patrimonio naturalistico che lo caratterizza, ma anche per l’attenzione all’attività fisica come fonte di benessere che contraddistingue la sua offerta turistica.”

L’apertura del nuovo laboratorio per il CeBiSM non è soltanto un traguardo, ma rappresenta anche un importante punto di partenza: la città di Rovereto e la FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) hanno infatti chiesto la collaborazione del centro di Rovereto per la preparazione degli atleti nazionali in vista delle Olimpiadi di Vancouver 2010. Proprio come è avvenuto per Torino 2006, il CeBiSM avrà ruolo di coordinamento del supporto medico-sportivo per quanto riguarda le prestazioni sanitarie e i test di valutazione funzionale.

Google+
© Riproduzione Riservata