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9 ottobre 2006

Carenze di risorse economiche alle Università italiane?

Blog, wiki, chat, diari on line e condivisione di materiale didattico al posto dei soliti avvisi e orari di ricevimento ‘affissi’ in bacheca: questo
Blog, wiki, chat, diari on line e condivisione di materiale didattico al posto dei soliti avvisi e orari di ricevimento ‘affissi’ in bacheca: questo è il materiale che circola tra docenti e discenti degli Atenei italiani, creando ‘dinamismo’ nel nostra sistema universitario, che si attesta al passo con i tempi.
La comunicazione tra studenti e docenti all’interno delle Università sta diventando sempre più multimediale: lo dimostra il fatto che in quasi tutti gli Atenei italiani l’utilizzo di strumenti e risorse legati alle nuove tecnologie, in particolare quelle di internet, non è più una realtà ‘virtuale’. Statistiche ufficiali riguardo all’utilizzo di questi strumenti multimediali all’interno delle Università, in realtà, non ce ne sono. Basta però navigare sul web per accorgersi quanto internet abbia rivoluzionato il modo di comunicare tra studenti e docenti.
Da Bologna a Pisa, passando per Siena e Roma, negli Atenei italiani sono ormai centinaia i blog e le chat in cui ogni giorno laureandi e professori si scambiano informazioni, impressioni, commenti e consigli su corsi da seguire ed esami da sostenere. In alcuni casi poi, i diari on line sono anche diventati un nuovo modo di fare didattica, con i docenti che mettono a disposizione dispense, appunti e prove d’esame, e gli studenti che con un semplice click riescono a recuperare quello che magari si sono persi durante le ore di lezione.
Una delle prime Università a sperimentare questo nuovo modo di fare didattica è stata la Facoltà di Scienze Politiche a Bologna attraverso un portale (il ‘Pais’) pensato per un percorso di apprendimento interattivo per tutti gli studenti attraverso la condivisione di materiale didattico, appunti dei singoli docenti, informazione sulle date degli appelli e naturalmente i risultati delle prove d’esame.
Un strada che in questi ultimi anni è stata intrapresa anche da altre università. A Siena, per esempio, da poco più di un anno la Facoltà di Lettere e Filosofia ha fatto nascere un blog (‘Prof. Blog!’) per facilitare la comunicazione tra docenti e studenti. “L’idea di far nascere questo blog – spiega Michele Bacci, docente di Storia dell’arte medioevale nell’Ateneo toscano – è stata quasi una necessità. Purtroppo in molte Università le risorse economiche non sono molte e qualche volta diventa un problema anche riuscire a fornire ai ragazzi fotocopie e altro materiale integrativo. Internet invece permette di abbattere questi costi e coinvolgere gli studenti all’interno di un processo di apprendimento più immediato”. “Grazie al nostro blog – dice il professor Fabio Mugnaini, docente di Storia delle tradizioni popolari sempre nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Siena – la comunicazione con gli studenti non è più affidata al caso. Se io decido di mettere un avviso on line sono sicuro che arriverà ai miei studenti, contrariamente a quanto invece succedeva con il classico foglietto appeso alla porta del mio studio. Il rischio che il rapporto con i ragazzi diventi più freddo? Non direi – continua il docente – anzi grazie a questi strumenti il dialogo dal vivo acquista importanza, perché ci permette di liberarlo da eventuali vincoli burocratici. Se nel mio orario di ricevimento, per esempio, sono costretto a vedere 10 ragazzi che mi chiedono delle modalità d’esame, arrivato al quinto studente ho perso già la pazienza”.
Un blog quindi per abbattere la burocrazia, ma non solo. A Pisa infatti, la professoressa Enrica Salvatori, docente del corso in Metodologia della ricerca storica, si è inventata un diario on line dove i suoi studenti, giorno dopo giorno, collaborano alla stesura di un vero e proprio romanzo storico ambientato nel XII° secolo. “Ogni studente del mio corso – spiega la professoressa – è tenuto a partecipare attivamente al blog, proponendo tematiche e particolari da dover sviluppare proprio come fa uno storico. Queste forme di didattica permettono di mescolare più strumenti didattici – conclude la professoressa Salvatori – riuscendo così anche a coinvolgere maggiormente gli studenti rispetto ai tradizionali processi di apprendimento”.
Internet e nuove tecnologie, dunque, si attestano come un nuovo modo di comunicare, più immediato, veloce e con abbattimento di costi: motivi questi che permettono, a ragione, di affermare che queste ‘nuove risorse’ non vanno demonizzate, bensì ‘canalizzate’ nel giusto modo per farle fruttificare. Tutto ciò che è ‘virtuale’ non è per forza di cose ‘brutto e cattivo’, il suo significato sta nell’uso che se ne fa.

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