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3 ottobre 2006

Comunicazione, censura, Inquisizione: la parola e l’immagine come veicoli della circolazione delle idee

Cosa hanno in comune grandi letterati e pensatori come Boccaccio, Machiavelli, Galilei, Voltaire, Kant, Goethe, Leopardi, Mazzini e in epoca contemporCosa hanno in comune grandi letterati e pensatori come Boccaccio, Machiavelli, Galilei, Voltaire, Kant, Goethe, Leopardi, Mazzini e in epoca contemporanea Gide, Sartre, Moravia o Graham Green? Per le loro idee, spesso rivoluzionarie, questi e molti altri celebri scrittori e scienziati sono stati oggetto di censura da parte della Santa Congregazione dell’Indice e della Santa Congregazione dell’Inquisizione romana. Attraverso l’Indice dei libri proibiti, istituito da Papa Paolo IV nel 1559 e soppresso nel 1966, la Chiesa Cattolica ha espresso pubblicamente la sua posizione, influenzando in molti casi la diffusione della cultura e la circolazione delle idee, nel tentativo di prevenire il pericolo della contaminazione della fede e la corruzione morale. Nelle maglie della censura finirono anche trattati di letteratura medica, testi giuridici, approfondimenti non autorizzati su inquisizione e massoneria e persino le versioni in lingua volgare della Bibbia e del Nuovo Testamento. Il controllo della stampa e l’influenza della censura cattolica nel dibattito culturale sono temi che, soprattutto di recente, stanno attirando l‘attenzione di storici, umanisti e teologi a livello internazionale. Su questi argomenti affascinanti e per alcuni aspetti ancora molto attuali, è centrato un interessante progetto di ricerca dell’Università di Münster, finalizzato alla ricostruzione dettagliata dei rapporti fra Chiesa e libertà di stampa. Nei sette corposi volumi finora pubblicati sono contenute molte indicazioni preziose: una vera e propria bussola per orientare e snellire le ricerche di filosofi, storici, scienziati e letterati. Il progetto, coordinato dallo storico tedesco Hubert Wolf e finanziato dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft, sarà presentato in anteprima per l’Italia mercoledì prossimo, 4 ottobre, a Trento nell’Aula grande dell’Istituto Trentino di Cultura, in occasione della giornata di studi su “Censura libraria e Inquisizione. Riforma protestante e iconografia” promossa dall’Ateneo Italo-Tedesco. La giornata vedrà la partecipazione in veste di commentatore critico di Andrea Del Col, uno tra i massimi esperti di Inquisizione, che proprio all’incidenza della Congregazione in Italia – Paese da sempre terreno di sperimentazione per la sua posizione e la sua storia – ha dedicato il suo ultimo volume di prossima pubblicazione per Mondadori. Obiettivo dell’incontro di Trento sarà anche quello di valutare l’uso che la Riforma protestante seppe fare delle immagini e dell’arte in generale per la diffusione delle idee di Lutero. Un messaggio innovatore, che seppe trovare, dapprima nelle illustrazioni dei fogli volanti (i celebri Flugschriften) e poi nella produzione pittorica, un veicolo ideale per raggiungere le elite dell’epoca e prevenire così la minaccia di una fine sul rogo, come accadde per tante altre eresie. Questo tema sarà illustrato in connessione con il progetto di ricerca diretto dallo storico Harry Oelke (Università di Monaco di Baviera), che indaga in chiave interdisciplinare lo stretto rapporto che la Riforma seppe tessere tra arte e predicazione, contrastando il pregiudizio diffuso che giudica scarsa e poco significativa la produzione dell’epoca legata al messaggio evangelico. Sul versante italiano questo tema sarà trattato alla luce dei risultati delle ricerche dello storico Massimo Firpo (Università di Torino) su alcune opere commissionate a Firenze nel Cinquecento dai Medici (il ciclo di affreschi di Pontormo nella Chiesa di San Lorenzo) e su alcune tele di Lorenzo Lotto. Come già ricordato, il promotore della giornata di studi, coordinata dalla storica Silvana Seidel Menchi (Università di Pisa), è l’Ateneo Italo-Tedesco (AIT), istituzione nata nel 2002 come interfaccia tra i due Paesi per favorire la crescita di una rete bi-nazionale per l’alta formazione e la cooperazione scientifica e tecnologica. L’AIT, che ha sede in Italia presso l’Università degli Studi di Trento e in Germania a Bonn presso il Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD), si occupa infatti anche di promuovere momenti di studio e confronto su tematiche rilevanti per lo sviluppo dei due sistemi formativi e scientifico-tecnologici.

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