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2 ottobre 2006

Inaugurazione dell’istituto Confucio A Roma

Si è svolta venerdì 29 settembre presso l’Aula Magna della Facoltà di Studi Orientali de La Sapienza l’inaugurazione Si è svolta venerdì 29 settembre presso l’Aula Magna della Facoltà di Studi Orientali de La Sapienza l’inaugurazione dell’Istituto Confucio, il primo in Italia. Punto di arrivo di un’intensa collaborazione a livello didattico e scientifico tra l’ Università degli Studi di Roma e l’Università di Lingue Straniere di Pechino (BFSU) già avviata dal precedente ministro Moratti, l’Istituto si prefigge la diffusione della lingua e cultura cinesi nel nostro paese attraverso una serie di corsi di lingua per tutti i livelli (dai principianti a coloro che vogliono perfezionare il proprio cinese). Erano presenti all’inaugurazione personalità eminenti tra cui l’ambasciatore cinese Dong Jinyi, il Magnifico Rettore Renato Guarini, il rettore dell’Università di Pechino Zhong Meisun e il preside della Facoltà di Studi Orientali il prof. Federico Masini. Preside della facoltà dal momento della sua fondazione (nel 2001), Masini è stato una figura chiave nella rapida ascesa della facoltà romana che in cinque anni ha visto centuplicare i suoi iscritti ed ha raggiunto un grande prestigio a livello nazionale e internazionale; insieme a Ca’ Foscari di Venezia, la Facoltà di Studi Orientali della Sapienza vanta il maggior numero di iscritti. Non è un caso dunque la scelta di Rom come sede di questo primo Istituto Confucio, l’unico centro di lingua e cultura cinese ufficialmente riconosciuto dalla Repubblica Cinese e finanziato dal Ministero dell’Istruzione di Pechino. Da parte sua la Sapienza (in particolare le Facoltà di Architettura “Valle Giulia” e “L. Quaroni” e la Seconda Facoltà di Medicina) ha messo a disposizione 135.000 euro per la costituzione di 10 borse di studio destinate agli studenti cinesi che intendano fare un’esperienza universitaria in Italia. La fondazione dell’ Istituto Confucio mira ad intensificare la comunicazione tra la realtà cinese e quella italiana, laddove il nostro paese registra un forte ritardo in questo senso rispetto ad altri paesi europei, Germania, Francia e Gran Bretagna in primis; se questi paesi hanno saputo creare con la Cina un interscambio commerciale di un certo livello e soprattutto investire adeguatamente in campo culturale, in Italia iniziative di questo tipo sono rimaste ad un livello perlopiù embrionale. Il risultato è stato un notevole aumento del flusso di studenti cinesi nelle università di quei paesi mentre l’Italia è rimasta per così dire “isolata”. La Sapienza guarda ad Oriente con occhi moderni, cosciente della crescente importanza che la Cina si avvia a rivestire tanto sul piano economico quanto su quello culturale; lo studio e l’apprendimento della lingua è senza dubbio il primo passo per la comprensione di questa civiltà millenaria che oggi ci sembra ancora tanto distante e misteriosa.

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