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4 ottobre 2006

La Sapienza organizza un convegno sulla Costituzione europea

Il travagliato testo costituzionale europeo sarà nuovamente oggetto di riflessione il prossimo giovedì 5 ottobre presso la Camera dei
Il travagliato testo costituzionale europeo sarà nuovamente oggetto di riflessione il prossimo giovedì 5 ottobre presso la Camera dei deputati a Roma. Sembrava che ce l’avessimo quasi fatta, il 29 ottobre di due anni fa, quando i capi degli Stati membri dell’Unione europea si riunirono a Roma per la firma del trattato che avrebbe consolidato la nostra unione come cittadini del vecchio continente sotto l’insegna degli stessi principi e valori giuridici. Ma ben presto venne la smentita. Ciascuno Stato membro era infatti chiamato a ratificare il testo seguendo il procedimento previsto dalla propria Costituzione interna. Ebbene, nel caso dell’Italia, la cosa passò pressochè inosservata: nessun referendum, nessuna richiesta di opinione a noi cittadini, ma soltanto un atto di ratifica emesso dai nostri rappresentanti politici. Lo scoglio arrivò invece con i paesi per cui era prevista la sottomissione del testo ad un referendum popolare. E fu così che, incerti di fronte ad una così imprevedibile novità come quella di essere inseriti in un contesto sovranazionale, alcuni negarono il proprio consenso. I “no” di Francia e Paesi Bassi, espressi tra il maggio ed il giugno 2005, sospesero il procedimento di ratifica della Costituzione europea, ovvero la sua applicazione all’interno degli Stati membri, possibile solo nel caso fosse stata accettata all’unanimità.
Il convegno organizzato dall’Università La Sapienza, presieduto da Franca Bimbi, Presidente della XIV Commissione della Camera per le politiche dell’unione europea, avrà proprio lo scopo di chiarire le prospettive della fase attuale della Costituzione europea grazie all’intervento di importanti personalità provenienti dal mondo universitario e politico (una fra tante Emma Bonino). Si affronterà il tema del percorso seguito dal trattato costituzionale dal Progetto Spinelli (1984) ad oggi, si valuteranno quindi le possibilità che questo possa un giorno entrare effettivamente in vigore stabilendo una base di riferimento comune che ci renda degli “europei” senza riserve.

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