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8 ottobre 2006

Lauri, lodi e luoghi dei Dottori bolognesi

‘Dottore, dottore, dottore del buco del…’ ecc. ecc. Chi non ha mai sentito risuonare i portici bolognesi di questo goliardico motivetto dedicato ad
‘Dottore, dottore, dottore del buco del…’ ecc. ecc. Chi non ha mai sentito risuonare i portici bolognesi di questo goliardico motivetto dedicato ad ogni buon neo Dottore felsineo che si rispetti? Ma c’è di più: corone d’alloro adornate di nastri il cui colore rispecchia quello della Facoltà d’appartenenza (rosso per la Facoltà di Medicina, nero per Ingegneria, bianco per Lettere e Filosofia, blu per Giurisprudenza, ecc.), divertenti fotografie ritoccate alla mercè degli eventualmente ignari passanti, kilometrici ‘papiri’ contenenti opinabili riscritture di, ma non per molto, ignote biografie, tempeste di farina, parrucche, figuri mezzi ignudi e poi stuoli di amici e parenti in pompa magna…Pressappoco è questa la presentazione dei portici della dotta Bologna al tempo delle lauree, ultimamente, viste le nuove riforme accademiche, sempre più frequenti.
Una tradizione che vanta anni, se non millenni, di storia e che coinvolge in maniera turbinosa un po’ tutti, invitati all’evento e non. E tra le prime tappe degli indemoniati cortei di scorta dei neo Dottori bolognesi, la Torre degli Asinelli, che la leggenda considera impossibile da scalare se non al termine degli studi, pena garantito insuccesso accademico. I più rispettosi del mito, addirittura, non disdegnano nemmeno Piazza Maggiore, attraversabile diagonalmente solo previo incoronamento con i sacri allori, i cui prezzi, vista la tradizione, sembrerebbero suggerire sempre di più la possibilità di passare alla plastica, riciclabile da ambo le parti. Meta non sottovalutabile d’interesse anche la centralissima Piazza Santo Stefano, spesso teatro di strip-tease en plein air o tiri al bersaglio umano che finiscono col diventare gradito intrattenimento per i tanti turisti, indaffarati a cercare nelle loro guide informazioni e riferimenti di non facile reperibilità. Ma che cosa ne pensano i bolognesi? C’è chi si lamenta per i portici ancor più impraticabili del solito, c’è chi, invece, si sofferma a godersi lo spettacolo ripensando nostalgicamente al passato, c’è chi poi, matricole in particolare, spera che quel momento non tardi ad arrivare pena incoronamento con canizie.
Qualunque sia il commento, ad ogni modo, tutto ciò non fa altro che rendere il fatidico giorno della laurea indimenticabile e, coi tempi che corrono, funge anche da monito, dal momento che ricorda ai neo Dottori, un po’ come il famoso motivetto di cui sopra, che non tutte le ciambelle riescono col buco (per rimanere in tema!), in altri termini che ci si potrebbe trovare a fare gli spogliarellisti di professione, pur di guadagnare onestamente qualche soldo!

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