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8 ottobre 2006

Macerata: Laurea honoris causa a Ulrich Beck

Giovedì prossimo, 12 ottobre, Ulrich Beck, uno dei massimi studiosi di sociologia a livello internazionale e professore all’Università LGiovedì prossimo, 12 ottobre, Ulrich Beck, uno dei massimi studiosi di sociologia a livello internazionale e professore all’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, riceverà la Laurea honoris causa in Giurisprudenza dall’Università di Macerata. La cerimonia si svolgerà alle 10.30 nell’Aula magna.
Dopo il saluto del rettore Roberto Sani, Carlo Menghi, docente di Filosofia del diritto, pronuncerà la laudatio. Il dispositivo del conferimento sarà letto dal preside della Facoltà, Rino Froldi. Quindi, dopo la consegna del diploma honoris causa e della medaglia dell’Ateneo, Beck terrà la sua lectio doctoralis sul tema “Vivere nella società del rischio globale”.
Alle 15 nell’Antica biblioteca si svolgerà un seminario di studi in onore del professor Beck. Partecipano i professori Carla Amadio, Serenella Armellini, Adriano Ballarini, Alberto Febbrajo, Enrico Ferri, Luigi Lacchè, Carlo Menghi, Vittorio Olgiati, Paola Olivelli, Carlo Piergallini, Francesco Prosperi, Andrea Ricci, Francesco Riccobono, Isabella Rosoni.
Ulrich Beck ha pubblicato diversi studi sulla modernità, l’ecologia, l’individualizzazione e la globalizzazione, oltre ad aver introdotto nuovi concetti nella sociologia, quali l’idea di una seconda modernità e la teoria del rischio. Proprio su quest’ultimo concetto è basato il suo saggio di maggior successo, “La società del rischio”, pubblicato nel 1986 e tradotto in ben 24 lingue.
L’opera uscì proprio in concomitanza con il disastro di Chernobyl, oltre un decennio prima della “mucca pazza” e dell’aviaria. Nei vecchi Stati nazionali il rischio era prevedibile, arginabile, mentre con l’avvento della globalizzazione non ci sono più strumenti per scongiurarlo. La globalizzazione, infatti, è molto più complessa del solo processo economico – che Beck definisce globalismo -, perché coinvolge anche la sfera culturale, costringendo al confronto con l’altro, all’apertura dei confini nazionali.
Cosmopolitismo è un’altra delle parole chiavi del pensiero di Beck ed esprime un concetto di estrema attualità: l’apertura al dialogo, la possibilità della convivenza nel rispetto delle differenze. Beck non è solo un teorico. Il suo è un impegno militante, propositivo. Egli crede nel confronto, nella possibilità di fare, costruire, trovare una risposta alle fragilità del mondo moderno: la caduta del mito della piena occupazione, i disastri ecologici, la necessità di ripensare le vecchie categorie sociologiche, come quella della famiglia, che non trovano più riscontro nella realtà.

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