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11 ottobre 2006

Nicolais per un’università vivace e dinamica

Questa mattina alle ore 11, presso il Polo Scientifico Tecnologico, via Saragat 1, il Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica AmmQuesta mattina alle ore 11, presso il Polo Scientifico Tecnologico, via Saragat 1, il Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione Prof. Luigi Nicolais ha preso parte alla tavola rotonda “La Pubblica Amministrazione come traino dell’innovazione”. “L’Università di Ferrara intende mettere a disposizione le proprie competenze e i risultati della ricerca scientifico-tecnologica nella pubblica amministrazione”, ha sottolineato il Rettore Patrizio Bianchi in apertura della tavola rotonda. “Credo che oggi l’Università di Ferrara possa porsi come modello di capacità di trasferimento tecnologico della ricerca scientifica in questo settore”. Nel corso dell’incontro sono stati presentati alcuni progetti pilota sviluppati e attuati dall’Ateneo estense, finalizzati a facilitare un processo di innovazione tecnologica all’interno della Pubblica Amministrazione. Il convegno si è chiuso con una visita ai laboratori e al Centro per l’innovazione e il trasferimento tecnologico (C.I.T.T.E.C.) nel corso della quale il Ministro Nicolais ha espresso il più vivo apprezzamento per le attività svolte e i laboratori. “A Ferrara ho scoperto con piacere una realtà universitaria vivace e dinamica nello sviluppo di progetti e tecnologie che possono facilitare i processi di innovazione necessari alla Pubblica Amministrazione del nostro Paese” , ha commentato il Ministro Nicolais.
Nel corso della mattinata sono stati presentati i seguenti progetti:
Innovazione ICT e VoIP a Ferrara
L’Ateneo di Ferrara sta portando avanti un deciso processo di innovazione sfruttando le più promettenti tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. Questo processo si è già concretizzato nella realizzazione di alcuni importanti progetti :
WIFE (WIreless Ferrara), per cui l’Ateneo di Ferrara è stato il primo in Italia a realizzare un’infrastruttura WiFi per l’accesso wireless in tutte le sue strutture per tutti i suoi 17.000 studenti (2004).
VoIP, per cui . l’Ateneo estense è stata la prima grande PA italiana ad aver realizzato un’infrastruttura VoIP (Voice over IP) per veicolare tutti i servizi di fonia sulla rete (2006).
“Unife 2.0”, con cui Unife ha deciso di investire sulle nuove tecnologie Web (anche indicate Web 2.0), che permettono di ridefinire i concetti di interattività e collaborazione allargandoli realmente a tutti gli utenti in rete (2006).
Elemento comune di tutte queste realizzazioni è la scelta della metodologia di sviluppo open-source, che ha permesso di ri-utilizzare moltissimi componenti già disponibili e di abbattere i costi di sviluppo.
Banche dati tridimensionali morfometriche per l’analisi, il progetto e il monitoraggio dell’ambiente, del territorio e delle città
Le attività del centro dipartimentale DIAPReM (Centro Dipartimentale per lo Sviluppo di Procedure Automatiche Integrate per il Restauro dei Monumenti) si sono concentrate sullo studio di metodologie per il rilievo della scena urbana e di applicazioni avanzate di rilievo strumentale morfologico (laser scanner 3D) e colorimetrico, che sono alla base anche delle ricerche per l’applicazione di metodiche di disegno automatico che implementino tecniche di rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente costruito. Sono state individuate metodologie e procedure che finalizzano il rilievo e la rappresentazione all’analisi conservativa, diagnostico-restaurativa, strutturale e di controllo ambientale. I principali casi di studio portati a termine riguardano numerosi interventi realizzati prima a Roma poi a Pompei, a Pisa, a Benevento, a Firenze, a Mantova, a Siracusa e a Ferrara in luoghi monumentali dell’architettura e dell’archeologia ma anche a contatto con Autorità di Bacino e Consorzi di Comuni.
Il parco tecnologico virtuale sulla genetica e sulle biotecnologie per la salute
Nasce alla fine del 2005 nell’ambito del Programma Regionale Azioni Innovative della Regione Emilia Romagna su “Salute, Scienze della Vita e Innovazione Tecnologica Regionale”. Il parco si propone come punto d’incontro tra ricerca e mondo produttivo. In particolare si rivolge ai laboratori dell’Emilia Romagna che si occupano di ricerca genetica, che possono aderire all’iniziativa per aumentare la propria visibilità nei confronti di potenziali collaboratori; imprese interessate ad avvicinarsi al mondo della ricerca genetica e biotecnologica per iniziare un comune percorso di dialogo. Il parco riunisce oltre 90 laboratori aderenti, 850 addetti, di cui 594 ricercatori e 130 tecnici, 276 progetti di ricerca gestiti . I laboratori del Parco gestiscono in totale oltre 270 progetti di ricerca, equamente distribuiti tra ricerca di base e applicata. I laboratori afferenti al parco possono contare su una dotazione strumentale particolarmente ricca (per ulteriori dettagli rimandiamo alle singole schede laboratorio presenti sul sito) e aggiornata: la maggior parte degli strumenti superiori ai 25,000 euro è stata acquistata nel periodo 2000-2005. Molti dei laboratori partecipanti sono titolari di brevetti che riguardano una molteplicità di aspetti. L’attività di ricerca portata avanti dai laboratori del Parco presenta un enorme potenziale in termini di applicabilità relativamente ad una vasta gamma di settori industriali. Il Parco ha un proprio sito web: www.parcogeneticasalute.it
LARA – Laboratorio A Rete regionale per le Acque
L’idea di un laboratorio dedicato alle tecnologie relative alle acque nasce dall’esigenza di creare una struttura tecnico-gestionale in grado di interagire con enti pubblici e privati per offrire servizi integrati per la soluzione di problemi relativi alla matrice acqua, realizzare sinergie fra le professionalità operanti nei vari settori della ricerca applicata all’acqua ed offrire formazione collegata con l’attività di ricerca prevedendo stage in aziende pubbliche e private. Il progetto, promosso dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Ferrara, e coordinato dalla Società Consortile Sinergie di Ferrara, raccorda e riunisce valorizzandole le diverse competenze e strutture della ricerca già esistenti sul tema in Emilia-Romagna, promuovendone in tal modo l’innovazione e il trasferimento tecnologico.
Efficienti perché pubblici
“Innovazioni organizzative nelle Università: il progetto Efficienti perché pubblici". Il progetto è volto a modificare il modello organizzativo dell’università sulla base di una logica di processo. I processi infatti sono concatenazioni di attività finalizzate a perseguire determinati obiettivi (Davenport, 1989). L’ottimizzazione dell’organizzazione per processi e delle caratteristiche quali-quantitative delle risorse ad essi collegate (risorse umane, tecnologiche, finanziarie, etc.) costituisce il presupposto per un efficace sistema di programmazione della gestione e per il recupero di efficienza.

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