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27 ottobre 2006

Palermo: una “casa dei bambini” in ateneo

Apre le porte l’asilo nido dell’Università, destinato ai figli dei docenti e dei dipendenti dell’ateneo. Un progetto innovativo che parte in
Apre le porte l’asilo nido dell’Università, destinato ai figli dei docenti e dei dipendenti dell’ateneo. Un progetto innovativo che parte in viale delle Scienze, nella ottocentesca “Casetta rossa” della città universitaria di Palermo. La struttura, una delle prime di un’università pubblica italiana, è stata inaugurata questa mattina dal rettore Giuseppe Silvestri, alla presenza di tutti coloro che in questi anni hanno avuto un ruolo nella realizzazione di un servizio fondamentale per il personale dell’ateneo.
“La nostra Università si sta trasformando sempre più in una comunità – ha detto il rettore – capace di prendersi carico anche delle esigenze familiari dei nostri docenti, dei ricercatori e del personale amministrativo. Inoltre, facciamo da apripista alle strutture universitarie pubbliche con un servizio utile e poco diffuso, avviato in un edificio storico del nostro patrimonio che siamo riusciti a strappare al degrado”. “E’ un’iniziativa rilevante – spiega Anna Maria Pepi, presidente del Comitato pari opportunità dell’ateneo – che si iscrive nel quadro delle politiche a sostegno delle famiglie. Il servizio, che si configura come asilo aziendale, è a supporto dei dipendenti e non solo delle donne”.
Dopo il restauro dell’edificio (l’ottocentesca “Casetta rossa” vicina alla facoltà di Lettere), inaugurato nel novembre 2003 dall’allora ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo, è stato completato l’arredamento della struttura, con lettini, sedie, poltrone, giocattoli tutti conformi alle normative e studiati sulla base delle esigenze dei bambini che vengono ospitati. Anche i colori sono stati scelti con cura per rasserenare e insieme stimolare i piccoli. Espletata la gara per l’affidamento del servizio, sono stati infine ottenuti i nulla osta necessari all’attività della mensa.
Quest’anno l’asilo nido, aperto dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 17.30, ospita 40 bambini da uno a tre anni, figli del personale docente e tecnico-amministrativo dell’ateneo. Dopo il primo anno di rodaggio, la struttura sarà in grado di accogliere 60 bambini, di cui dodici lattanti (da tre a dodici mesi d’età) e 48 divezzi (da uno a tre anni). A occuparsi della gestione, della cura dei bambini e del servizio di refezione, per tre anni, è l’associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’appalto: capofila l’Amanthea di Caccamo insieme con la coop sociale Nido d’Argento, la Societate e la coop Eurogiovani 2000. Il personale è composto da nove educatori, sei ausiliari e un responsabile amministrativo. Ricca e varia la dieta offerta ai piccoli ospiti, che dal lunedì al venerdì possono gustare primi piatti conditi con pomodoro, legumi o ortaggi, secondi di carne e pesce e frutta fresca, calibrati secondo un regime calorico adatto ai bambini. Il pagamento della retta per ogni piccolo ospite viene differenziato in base alla permanenza oraria nell’asilo, da un minimo di cinquanta euro mensili a un massimo di cento euro.

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