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9 ottobre 2006

Parthenope: grande successo del convegno sull’Africa

Accrescere il ruolo della cooperazione internazionale nel favorire l’attuazione di quelle pratiche, ritenute fondamentali, volte ad attuare il pro

Accrescere il ruolo della cooperazione internazionale nel favorire l’attuazione di quelle pratiche, ritenute fondamentali, volte ad attuare il processo di sviluppo nei paesi del sud del mondo.
E’ questo il messaggio che è stato lanciato al termine del convegno “Fare futuro, cooperazione e sviluppo per la Repubblica Democratica del Congo”, evento svoltosi lo scorso 5 Ottobre presso l’aula 6 dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.
Dopo una prima fase introduttiva, durante la quale il coordinatore dell’UdU Parthenope, Alberto Corona, ha presentato alla folta platea presente il programma dei lavori della giornata, il Rettore Gennaro Ferrara ha ufficialmente dato il via al convegno, ringraziando gli ospiti presenti e gli organizzatori per il lavoro profuso.
Il primo intervento è stato quello della Professoressa Daniela Covino, la quale ha fatto un breve excursus sulla cooperazione allo sviluppo: «la cooperazione allo sviluppo rappresenta ogni forma d’intervento volto ad incidere, nella sostanza, non solo sui rapporti a livello internazionale fra il nord ed il sud del mondo, ma anche sulle strutture economiche e sociali delle stesse aree arretrate. Essa nasce dal bisogno fondamentale dell’umanità di vivere nella pace e nel benessere (dopo l’esperienza delle grandi guerre), ma si profila altresì come strumento essenziale per la costruzione di nuove relazioni politico-economiche fra gli stati ed il perseguimento di specifici obiettivi» Subito dopo l’intervento della professoressa, ha preso la parola il grande ospite della giornata, il Dottor Innocent Mokosa Mandende, Ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo. Coadiuvato da un interprete, il Dottor Mokosa ha voluto sottolineare quella che è l’attuale situazione del Congo: un paese dilaniato da un conflitto che è stato definito “Guerra mondiale africana” per il numero delle morti, oltre 3,3 milioni, e per il numero degli eserciti che si stanno scontrando. La conclusione dei lavori è stata affidata ad un ragazzo, Antonio De Falco, coordinatore dell’associazione Unione degli Studenti, come monito per ribadire ancora una volta che è sulle spalle dei ragazzi di oggi che si punta per abbattere quel muro d’indifferenza che attualmente esiste tra l’Europa ed il Continente africano.

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