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3 ottobre 2006

Scuola del documentario alla Città della Scienza di Napoli

La realtà è sfuggente, si sa, e tanto più difficile diventa sezionare le sue parti più significative: i mezzi di comunicazLa realtà è sfuggente, si sa, e tanto più difficile diventa sezionare le sue parti più significative: i mezzi di comunicazione, ogni giorno, si sforzano di dare visibilità e dignità ad ogni aspetto della vita quotidiana, nel disperato tentativo di coprirne tutti i risvolti possibili. Dai quotidiani alle agenzie di stampa, dai portali web alle radio, fino alla televisione con i suoi prodotti audiovisivi, i più amati dal pubblico per quella sapiente e magica commistione di immagini e suoni. La fruizione da parte nostra, dunque, diventa così un po’ più facile, non bisogna rinchiudersi in se stessi come quando leggiamo un pezzo sul giornale, più articolato nelle argomentazioni cui dobbiamo prestare un’attenzione maggiore. Perciò è necessario ringraziare tutti coloro che presiedono alla produzione documentaristica, una fetta importante dell’immensa mole di materiale audiovisivo a nostra disposizione, senza dimenticare la necessaria formazione alla base di queste competenze artistiche tanto preziose alla comprensione del mondo. Ecco perché la Scuola del documentario, ideata e finanziata dall’Istituto Luce e dalla Città della Scienza di Napoli, rappresenterà un’occasione da non perdere per i futuri filmaker di casa nostra, pronti a documentare, con l’apporto di metodologie tradizionali e innovative, la realtà delle cose circostanti. Diretto dal regista, attore e sceneggiatore Mimmo Calopresti, la scuola avrà durata biennale (750 ore di lezione al primo anno, da novembre 2006 a maggio 2007; 600 ore al secondo anno, da novembre 2007 a maggio 2008), per un massimo di 20 allievi scelti tra candidati di età superiore ai 18 anni, italiani o stranieri, purché aventi residenza in Italia. “Cercherò di evitare che diventi l’ennesima scuola inutile”, ha dichiarato il direttore artistico alle pagine del Corriere della Sera Magazine; “L’importante è mettere in condizione gli studenti di realizzare qualcosa, dargli dei mezzi produttivi. E non ci sarà un corso di regia”, continua Calopresti, “perché sarebbe tempo perso: dal punto di vista tecnico, i registi non hanno niente da insegnare a nessuno. La regia è una cosa istintiva”. A dire il vero le quote di iscrizione e di frequenza sono alquanto proibitive (10.000 euro al primo anno, 8.000 euro al secondo), anche se saranno previste borse di studio a copertura parziale o totale del costo complessivo del biennio. Nella prima parte del percorso formativo si affronteranno le basi storiche e scientifiche della produzione documentaristica, con particolare attenzione ai linguaggi e alle tecnologie della produzione audiovisiva e multimediale; nella seconda parte, invece, gli allievi avranno la possibilità di lavorare ad un progetto di gruppo la cui distribuzione sarà curata dall’Istituto Luce. Il bando per la presentazione delle domande di iscrizione al biennio 2006/2008 scade il prossimo 20 ottobre, entro le ore 12. Per maggiori informazioni consultare il sito www.scuoladeldocumentario.it.

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