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9 ottobre 2006

Trento: educatore professionale, un operatore al servizio della collettività

L’Università di Trento si arricchisce di un nuovo corso di laurea triennale che valorizza ulteriormente l’offerta formativa del Polo di Rover
L’Università di Trento si arricchisce di un nuovo corso di laurea triennale che valorizza ulteriormente l’offerta formativa del Polo di Rovereto in un settore di forte interesse per la collettività. Si tratta del corso di laurea per educatori professionali, un percorso di specializzazione che mira a formare operatori in grado di coordinare progetti di formazione e riabilitazione soprattutto su anziani, tossicodipendenti, carcerati, disabili, persone con disagio psichico o giovani a rischio. Una professione impegnativa, da affrontare con una preparazione adeguata.
Il nuovo corso di laurea, che rientra nell’offerta della Facoltà di Scienze cognitive a partire da quest’anno accademico, avrà sede a Palazzo Fedrigotti, edificio da poco ristrutturato. Frutto della positiva collaborazione con l’Università di Ferrara e con la Provincia autonoma di Trento, il nuovo corso di laurea coinvolge anche la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ateneo ferrarese. Si tratta della seconda novità per quest’anno accademico, dopo l’introduzione del corso di laurea specialistica in Psicologia.
A presentare oggi a Palazzo Fedrigotti gli obiettivi formativi e i contenuti del nuovo corso di laurea sono stati il rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi e il preside della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Ferrara, Adolfo Sebastiani, insieme al preside della facoltà di Scienze cognitive, Remo Job, e al presidente del corso di laurea, Enrico Granieri. È intervenuto alla presentazione anche l’assessore all’Università del Comune di Rovereto Maurizio Tomazzoni.
Diventare educatori professionali significa occuparsi delle persone, gestire le loro fragilità, riscoprire o valorizzare ciò che possono offrire alla comunità. Questo richiede lo sviluppo di abilità e competenze specifiche. Le attività di un educatore professionale variano, infatti, a seconda dei destinatari e possono prevedere l’organizzazione di progetti educativi e piani di riabilitazione, anche in collaborazione con altre figure professionali (l’assistente sociale, il medico, lo psicologo), l’ideazione e il coordinamento attività ludiche o educative, il sostegno nella ricerca di occasioni lavorative o di stage, l’accompagnamento degli utenti in attività quotidiane. È dunque necessario sviluppare capacità di analisi e di organizzazione, promuovere la collaborazione con gli altri e saper mantenere la calma.

Il piano degli studi del nuovo corso di laurea
Il corso, che è a numero chiuso con selezione dei candidati, ha subito suscitato l’interesse degli studenti che si sono iscritti numerosi fino a coprire i 30 posti programmati.
Il piano di studi del corso di laurea per educatori professionali offre per il primo anno una preparazione di base sulla biomedica applicata alle professioni sanitarie con elementi di psicologia di comunità e sviluppo psico-affettivo nel ciclo di vita e insegnamenti di sociologia. In particolare, saranno analizzati il funzionamento organizzativo delle strutture di rilevanza per gli educatori professionali, i processi di socializzazione primaria e secondaria e la costruzione sociale delle varie forme di devianza. Previsti nel piano di studi anche elementi di scienze dell’educazione con particolare attenzione alle tecniche di intervento educativo. Sono inoltre previste attività formative per l’acquisizione di competenze informatiche e della lingua inglese e attività di laboratorio riguardanti il ruolo professionale dell’educatore.
Parte integrante del corso di laurea saranno le attività di tirocinio, a partire dal secondo anno, che si svolgeranno in stretto contatto con gli assessorati alla Sanità e alle Politiche sociali della Provincia autonoma di Trento.

Palazzo Fedrigotti
L’inaugurazione del corso di laurea per educatori professionali è stata anche l’occasione per una visita a Palazzo Fedrigotti, dopo i recenti interventi di ristrutturazione. La nuova sede ospita, oltre al corso di laurea triennale, anche i due corsi di laurea specialistici (Psicologia e Scienze cognitive) ed è organizzata intorno ad un corpo centrale, ultimato in queste settimane, e a una dependance, che da circa un anno ospita laboratori di ricerca e studi del Dipartimento di Scienze della cognizione e della formazione.
Nella nuova struttura troveranno posto una decina di aule e altrettanti studi, oltre a due laboratori per attività didattiche e di ricerca. Con il completamento dell’ultimo piano tra circa un anno, sono previsti complessivamente 50 studi. Nelle aule e nei laboratori di Palazzo Fedrigotti avranno sede definitiva anche la Scuola di dottorato in Scienze della cognizione e della formazione e la nuova scuola di dottorato legata alle attività del CIMEC (Centro interdipartimentale mente e cervello).
Oltre a una sala di rappresentanza (dove si è tenuta oggi la presentazione del corso di laurea), la nuova sede sarà dotata a breve di una sala multimediale da 150 posti, per eventi, conferenze e iniziative aperte anche alla città. L’aula multimediale non sarà l’unico spazio aperto al pubblico: si sta infatti valutando l’ipotesi di aprire alla cittadinanza il giardino e di trasformarlo così in un parco pubblico.

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