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7 ottobre 2006

Un po’ di storia: le origini della Federico II di Napoli

Il nostro paese dispone di una numerosa quantità di atenei di antica formazione ed uno dei più interessanti risulta essere la ce

Il nostro paese dispone di una numerosa quantità di atenei di antica formazione ed uno dei più interessanti risulta essere la celebre Università “Federico II ”di Napoli.
La sua fondazione si può datare nel lontano 1224 in seguito ad un editto del “vir inquisitor et sapentiae amator” ovvero dell’imperatore Federico II di Svevia. È stata definita la prima Università puramente statale; fu infatti la prima ad essere fondata da un sovrano e in grado di rendersi indipendente, a differenza di altre realtà italiane , dal controllo da parte della chiesa. Il suo intento era quello di creare uno spazio all’interno del quale i sudditi potessero dedicarsi alla cultura, allo studio senza dover cercare accoglienza altrove ed avere in tal modo, nel regno, una pluralità di personaggi di alta cultura da poter coinvolgere nella vita giuridico-amministrativa dello stato. A quei tempi in Italia già erano presenti altre università celebri, come quella di Bologna specializzata nel diritto romano, la scuola di medicina di Salerno e quella giuridica di Benevento ma si trattava, in tutti i casi, di scuole private.
L’università contribuì all’affermazione di Napoli quale capitale della scienza giuridica; Federico II la scelse per la sua posizione strategica centrale, per il clima favorevole e il suo forte ruolo di centro intellettuale. In ogni caso, quella scelta si dovette rivelare sicuramente fruttuosa per la città di Napoli, e non solo dal punto di vista dello sviluppo culturale, ma anche da quello commerciale, dato che la cospicua presenza di maestri ed allievi dovette portare nuova ricchezza economica.
La sua storia nel corso dei secoli subì alti e bassi vivendo momenti di crisi, durante il Seicento, che videro la città arricchirsi di scuole private che ne limitarono il campo d’azione.
Bisognerà attendere il secolo successivo per notare una ripresa, confermata poi nell’Ottocento e nel Novecento che, a differenza degli esordi, comportò un arresto nell’ambito giuridico, a causa dei limiti obbligati in seguito all’approvazione della Legge Gentile che aveva rivoluzionato il mondo dell’istruzione.
Una fase di stasi, dopo il periodo agitato del secondo conflitto mondiale, lo si può individuare nel primo dopoguerra dove l’Università recuperò il suo prestigio e ottenne la denominazione “Università degli studi Federico II” in onore di quell’uomo che aveva lottato per l’affermazione di un centro di così grande cultura. Al giorno d’oggi conta ben tredici facoltà suddivise il poli tali da creare una funzionale organizzazione settoriale: Il Polo delle Scienze e delle Tecnologie che raggruppa le facoltà di Architettura, Ingegneria, Scienze Matematiche, fisiche e naturali; il Polo delle Scienze Umane e Sociali, con le Facoltà di Economia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Scienze Politiche e Sociologia ed infine il Polo delle Scienze e delle Tecnologie per la Vita in cui afferiscono Facoltà di Agraria, Farmacia, Medicina, Veterinaria.
Gli studenti iscritti toccano cifre vertiginose dato l’ampio ventaglio dell’offerta didattica ma è anche vero che si tratta di un’università tanto prestigiosa quanto rinomata per la rigidità ed ogni anno, purtroppo, tanti sono gli ingressi ma gli abbandoni o i trasferimenti non sono irrilevanti.

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