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20 ottobre 2006

USA: L’Università è donna

Anche negli Stati Uniti 2 a zero per le donne all’università: si laureano prima, meglio e secondo uno studio federale hanno ormai surcl

Anche negli Stati Uniti 2 a zero per le donne all’università: si laureano prima, meglio e secondo uno studio federale hanno ormai surclassato gli uomini in tutti i loro tradizionali campi di lavoro, compresi agricoltura, matematica e scienze.
La nuova classe dirigente americana è donna: risulta così dai dati nel campo universitario e lavorativo. Un esercito di psicologi, avvocati, medici donne hanno ormai invaso gli USA e i maschi rimangono a guardare.
Anche perché, diciamolo francamente, negli Stati Uniti esiste il principio che tutti possono fare carriera, si ragiona con criteri di merito, la famosa, anzi, famigerata meritocrazia che qui da noi non esiste quasi. Quante donne primario abbiamo in Italia? Si contano sulle dita di una mano, e anche se qui, come oltreoceano, le femmine hanno superato abbondantemente i maschi in campo universitario, in campo lavorativo assistiamo a discriminazioni assurde.
Negli States il motivo di questo surclassamento è da ricercare, secondo le statistiche, in una maggiore propensione alla pigrizia da parte dei ragazzi, alla poca motivazione, al fatto che stanno lì ad aspettare che succeda loro qualcosa, mentre le ragazze, frenetiche, si impegnano al massimo, cercando di guadagnare il terreno perso negli anni precedenti, grazie alla società decisamente più maschilista.
Qui da noi, anche se le ragazze sono spesso più brave, assistiamo attoniti ad una discriminazione anche negli stipendi tra uomini e donne. Come fare? Non possiamo comunque paragonarci agli americani, ma prendere esempio e soprattutto le donne, si devono “armare” sempre di più, sfidare con grinta questa società retrograda per cambiarla e far si che possano diventare, com’è giusto, il traino del paese, con tutti gli straordinari vantaggi che questo comporterebbe in termini di eccezionali risorse da poter sfruttare, nel senso buono del termine, ovviamente.

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