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28 febbraio 2007

Milano: inaugurazione della mostra Paesaggi immaginari

Il 1 marzo 2007 alle Ore 18.00 presso il Politecnico di Milano si apre la mostra Paesaggi immaginari.
In mostra le installazioni dell’arte terIl 1 marzo 2007 alle Ore 18.00 presso il Politecnico di Milano si apre la mostra Paesaggi immaginari.
In mostra le installazioni dell’arte terapeuta Riccardo Pedrotti in sinergia con il lavoro di ricerca di John Cage: un’ intersezione tra diverse aspirazioni al silenzio.
Nel corso dell’esposizione, a più riprese, ai paesaggi immaginari visivi di Riccardo Pedrotti si accompagneranno quelli musicali e mentali di John Cage. Le esecuzioni musicali, previste per il giorno 1 e 8 marzo (ore 18), coordinate da Yoichi Sugiyama, ruoteranno intorno alle partiture di “Radio Music” e “Imaginary Landscape No. 4”, che richiedono l’utilizzo di 12 apparecchi radiofonici e verranno eseguite utilizzando le “radio d’arte” realizzate da Pedrotti a partire dal 1998.
La mostra, visitabile dalle 9.00 alle 20.30, si terrà sino al 9 marzo 2007 con ingresso gratuito.
Riccardo Pedrotti (Milano, 1948) è arte terapeuta; ha studiato presso la Scuola di Liuteria di Cremona e si è successivamente diplomato in Arte Terapia presso l’associazione ADEG – Il Porto di Torino sotto la supervisione della dott. E. Stone Matho; è docente presso la scuola di Arte Terapia dell’Associazione Risvegli Onlus (Milano) e opera professionalmente presso numerose istituzioni e comunità nel campo della riabilitazione psichiatrica e dell’ergoterapia. E’ titolare dell’ “Atelier Arte & Gioco” a Milano.
Yoichi Sugiyama (Tokyo 1969) ha studiato direzione d’orchestra con Emilio Pomarico e Morihiro Okabe e composizione con Franco Donatoni, Sandro Gorli e Akira Miyoshi. E’ attivo sia come direttore che come compositore in Europa e Giappone. Come direttore d’orchestra, Sugiyama ha diretto prestigiose Orchestre ed Ensembles internazionali.
John Cage (1912 -1992). Ha ideato il pianoforte preparato (tra le cui corde vengono inseriti oggetti di varia natura che modificano il suono). Influenzato dalla cultura Zen, ha sostenuto il principio della non intenzionalità nella composizione e si è interessato alla casualità del rumore e del silenzio nel processo compositivo, talvolta con esiti paradossali (Imaginary Landscape No. 4, 1951, per 12 apparecchi radiofonici). Ha esposto la sua poetica musicale in Silence (1961) e Notations (1969).

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