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13 ottobre 2010

Rettori divisi sulla riforma Gelmini. Intanto gli studenti protestano

Enrico Decleva, presidente della Conferenza dei rettori (Crui) aveva dichiarato sul Corriere della Sera la necessità di approvare in fretta il ddl 1905, da lui considerato “l’ultima spiaggia” per l’intero corpo universitario. Le sue parole però non rispecchiano il pensiero unanime dell’intero Crui.Giovanni Latorre, rettore dell’Università della Calabria, ritiene invece che sia più saggio “Una pausa di riflessione di qualche mese che porti a una modifica dei punti critici, piuttosto che dire subito sì a una riforma monca”, mentre Francesco Peroni, rettore dell’Università di Trieste, pone l’accento sullo scarso sostegno finanziario fornito dal ddl, e appoggia la protesta dei ricercatori.

In diecimila, per manifestare il proprio malcontento, hanno rifiutato di svolgere alcune incombenze didattiche che per legge sono volontarie, e non obbligatorie. In diversi atenei dunque molti corsi sono rimasti privi d’insegnante, e l’avvio alle lezioni è stato rimandato. Il tutto si traduce nello slittamento degli esami, e di conseguenza in un ritardo nella tabella di marcia di ogni studente; chi è a un passo dalla laurea vede il traguardo scivolargli dalle mani.

Da parte loro, studenti, precari e ricercatori manifestano il loro disappunto. L’otto ottobre hanno sfilato in più di novanta piazze italiane, protestando contro i tagli all’istituzione, contro la riforma della scuola (già approvata) e quella dell’università (che sarà discussa dalla Camera nei prossimi giorni).

Lungo le strade di Roma si è mosso un corteo di circa trentamila persone, striscioni alla mano e ironia pungente: sotto gli uffici del dicastero della Gelmini studenti travestiti da carcerati hanno appoggiato una gabbia, “simbolo della scuola di oggi”.

A Milano invece un corteo formato da circa ventimila persone si è diviso in due; uno si è diretto al provveditorato, dove ha allestito una sagoma rappresentante il ministro Gelmini e l’ha usato come bersaglio di uova, fumogeni, rotoli di carta igienica.

Il secondo gruppo si è invece diretto all’Università statale, dove alcuni studenti si sono scontrati con gli agenti delle forze dell’ordine.

Il ministro Gelmini, però, continua a ignorare il coro di proteste e a sostenere l’importanza inequivocabile dell’approvazione delle riforme, per ribaltare lo status quo.

Marilena Grattacaso

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