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22 dicembre 2010

E Roma, blindata, visse una normale giornata di pacifiche manifestazioni

Ad una settimana di distanza dai violenti scontri di piazza tra gli studenti e la polizia, che hanno riportato l’Italia indietro di un trentennio, Mercoledì 22 Dicembre si è consumata una giornata cruciale per la credibilità del movimento studentesco.

Nel giorno in cui era previsto il voto al Senato del testo modificato della riforma universitaria, gli studenti di tutta Italia hanno deciso di darsi nuovamente appuntamento per le strade delle proprie città al fine di esprimere una volta ancora il proprio dissenso verso questo ddl. Con gli occhi dell’intera nazione addosso è evidente che gli studenti sono andati a giocarsi una fetta consistente della legittimità e della credibilità che il movimento ha guadagnato in questi due anni, dall’Onda in poi.

I giovani sono riusciti a dare anche questa volta una lezione d’intelligenza e maturità a chi dovrebbe essere più maturo di loro e, invece, spesso si lascia andare a facili proclami di repressione e “fascismo”. A Roma i numerosi cortei e manifestazioni spontanee che hanno caratterizzato la giornata, si sono svolti all’insegna della protesta pacifica e del coinvolgimento della popolazione romana che, a sua volta, ha capito le ragioni, non sempre condividendole, della protesta.

Questa mattina la Capitale si è svegliata con il centro storico blindato, chi vi è passato ha parlato di clima surreale, per timore che questa volta i palazzi del potere venissero presi d’assalto con maggior violenza ma i cortei degli studenti hanno di proposito ignorato i punti nevralgici della politica per cercare, questa volta, di sfilare tra la gente, nei quartieri residenziali e periferici, al fine di trovare un contatto con la popolazione e spiegare che in fondo loro non hanno niente a che fare con chi, assetato di violenza, il 14 Dicembre è sceso in piazza con l’unico intento di cercare lo scontro con le forze dell’ordine.

E proprio i funzionari di Polizia in serata hanno teso una mano agli studenti attraverso una nota di apprezzamento. “Dopo gli scontri del 14 dicembre e le dichiarazioni inopportune che hanno corso il rischio reale di innescare una spirale di violenza – afferma la nota – oggi la Polizia ed i manifestanti hanno smentito i gufi di ogni tipo. Gli studenti hanno dimostrato finora con senso di responsabilità che la migliore protesta è quella pacifica dove le idee non vengono cancellate dalla violenza”.

E in tutta Italia la giornata è stata caratterizzata da proteste estemporanee e creative. Uniche note stonate sono stati i casi di Milano e Palermo, dove si sono registrati episodi di scontri tra polizia e manifestanti.

Gli studenti hanno risposto al meglio, ora tocca alle istituzioni non rimanere indifferenti alle richieste di dialogo di una generazione che si chiede cosa riserverà il domani. Fino ad ora solo il Presidente della Repubblica Napolitano si è detto disponibile ad un dialogo. Sperando che non sia un caso isolato.

Arturo Catenacci

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