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13 aprile 2011

In Malawi la nascita di una dittatura: chiusi due atenei a tempo indeterminato

Le autorità del Malawi hanno chiuso a tempo indeterminato due campus a seguito delle proteste di studenti e docenti per il ripristino della libertà accademicaLe autorità del Malawi hanno chiuso a tempo indeterminato due campus a seguito delle proteste di studenti e docenti per il ripristino della libertà accademica. L’atto di forza da parte del governo ha comportato il licenziamento di 3 docenti universitari e l’arresto di 17 studenti fra i 19 e i 23 anni.

Benedicto Malunga, segretario del Concilio Universitario del Malawi, ha dichiarato che gli stipendi dei docenti sono stati congelati a partire dal 1 Aprile, gli studenti sono tuttora detenuti.

La crisi ha le sue radici nell’ispettore generale di polizia Peter Mukhitho che ha convocato il docente Chisinga di Scienze Politiche dell’ateneo per interrogarlo su osservazioni che avrebbe fatto in classe. L’accusa rivolta al professore è quella di aver delineato un parallelismo tra i problemi incontrati in Malawi e quelli che hanno portato a rivolte popolari in Egitto e Tunisia.

A Chinsinga gli interrogatori non sono andati giù, una volta uscito ha cercato di coinvolgere il mondo accademico in una protesta chiedendo le scuse da parte dell’ispettore generale, accusando il governo di posizionare delle spie all’interno delle aule.

In tutta risposta i vertici dell’ateneo hanno affermato che la libertà accademica deve essere rigorosamente bilanciata con la sicurezza nazionale. Le scuse ovviamente non erano incluse.

Il cancelliere Manlunga in seguito alle violente proteste seguite all’accaduto ha deciso così di chiudere due degli atenei promotori del movimento di rivolta ed ha invitato gli studenti a ritirare i loro effetti personali dai campus.

Fra la popolazione studentesca ormai serpeggia la paura di una nuova ricaduta sotto un regime dittatoriale visto anche che è stata negata qualsiasi forma di azione sindacale da parte dei docenti.

Il fuoco in Malawi viene spento con il fuoco. L’attuale presidente Bingu Mutharika aveva promesso di rompere con il tradizionale passato dell’istruzione africana per dirigersi verso nuovi orizzonti. Per adesso il risultato è la chiusura di molti istituti di istruzione superiore a cui si sommano i due atenei di cui sopra.

Mutharika ha inoltre accusato i docenti di anarchia accademica volta al rovesciamento del governo.

Un piccolo stato nell’Africa orientale sta cadendo sotto una dittatura neanche tanto velata, si chiama Malawi. Quello che è accaduto qui al mondo accademico non ha eguali se non nella Cina di Deng Xiao Ping. Neppure il Pakistan, straziato da conflitti intestini e sotto il ricatto di gruppi fondamentalisti era giunto a tanto.

L’impotenza provata nell’osservare con le mani legate queste vicende, è mitigata soltano dalla minuscola soddisfazione che conoscere i fatti è già un primo passo per affrontarli.

Claudio Capanni

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