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7 Maggio 2011

“Indignez-vous!” il successo letterario prima francese, poi mondiale

Hessel è nato nel 1917 a Berlino da un padre scrittore e traduttore tedesco di Proust e da una madre pittrice. Studente dell’Ecole Normale di Parigi, dopo aver partecipato attivamente alla resistenza francese e essere stato arrestato dalla Gestapo, conosce la reclusione di diversi lager tedeschi dai quali riesce a evadere; ricopre diversi ruoli all’interno del segretariato generale dell’Onu, collabora alla stesura della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo e diventa ambasciatore della Francia in diversi paesi del mondo. Forte sostenitore dell’indipendenza algerina, oggi è aderente al Partito socialista francese. Con un passato segnato da un forte impegno politico e sociale, Hessel ci esorta a riflettere sulla condizione attuale della nostra società. Parte dall’evocazione dei principi e dei valori elaborati dal “Conseil National de la Résistance “ nel 15 marzo del 1944 e oggi apparentemente dimenticati, in una società dominata dalla rincorsa alle espulsioni, dal sospetti nei confronti degli immigrati, la caccia ai sans-papiers.

Hessel punta il dito sul potere del denaro, «mai stati così grande, insolente ed egoista », passando per lo scarto ormai impareggiabile tra le classi sociali differenti, la necessità per una democrazia di vivere con una stampa indipendente, e non legata agli interessi di qualche famiglia o partito politico, per arrivare all’esigenza di un sistema scolastico che assicuri l’istruzione a tutti.

Un invito rivolto sopratutto alle giovani generazioni affinché facciano rivivere l’eredità e gli ideali che animarono al Resistenza ; partendo da qualcosa che ci indegni, come lo stessa Hessel fu indignato dal nazismo. Basta uno sguardo attento verso gli eventi di oggi, basta non perdere quella che secondo l’autore è una delle componenti essenziali dell’essere umano, la facoltà di indignarsi e il conseguente impegno nel denunciare gli atteggiamenti che sempre più seguono al strada dell’intolleranza, del non rispetto, della violenza.
Se per la generazione di Hessel indignarsi quindi resistere significava non voler accettare l’occupazione tedesca, oppure restare inermi davanti alla guerra in Algeria che spingeva per l’indipendenza, oggi i diritti dell’uomo calpestati sono motivi sufficienti per ritrovare lo slancio delle generazioni passate a risvegliarsi da un sonno che la nostra classe politica sembra aver voluto diffondere. Appellandosi all’articolo 15 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo « Ogni individuo a diritto a una nazionalità » e all’articolo 22 « Ogni persona in quanto membro della società, ha diritto alla Sicurezza sociale », chi non troverebbe motivi per indignarsi?

Se negli ultimi decenni l’azione di organizzazioni non governative come Attac (Associazione per la Tassazione delle Transizioni finanziarie e per l’Aiuto ai Cittadini), la FIDH (La Federazione Internazionale dei Diritti Umani) o Amnesty International ha portato a importanti risultati grazie a efficaci campagne di sensibilizzazione, è tuttavia indispensabile che ciascuno di noi oggi si mobilizzi per denunciare i trattamenti riservati ai sans-papiers, agli immigrati, ai Roms. Secondo Hessel ’indifferenza è la peggiore della attitudini, e la storia si costruisce grazie all’intervento di ciascun individuo.

Si tocca anche il tema della guerra, in particolare i conflitti che investono la Palestina, la striscia di Gaza e la Cisgiordania. Hessel si scaglia contro la situazione del campo per i rifugiati palestinesi creato nel 1948 dall’ONU, da lui visitato nel 2009. Indignato dalle condizioni di Gaza, descritta come una « prigione a cielo aperto » per un milione e mezzo di palestinesi e dagli effetti devastanti dell’operazione « Piombo fuso » condotta dell’esercito israeliano alla fine del dicembre 2009 e che portò alla morte di millequattrocento palestinesi , Hessel sostiene che sia arrivato il tempo per “l’etica, la giustizia, l’equilibrio duraturo” di prevalere. Rivolgendo uno sguardo ottimista verso un avvenire dominato dalla non violenza e dalla conciliazione delle culture differenti, sulla scia del messaggio di Mandela o di Martin Luther King, “Indegnez-vous” di Hessel è un monito affinché gli sguardi degli uomini d’oggi, soprattutto quelli dei giovani che sembrano essersi impigriti, restino vigilanti.

Benedetta Michelangeli

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