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La lista nera degli esami impossibili

Redazione Controcampus 24 Maggio 2011

Sin da sempre, in ogni facoltà di qualsiasi parte del mondo, prima o poi lo studente universitario si trova a fare i conti con la tanto temuta e vociferata "bestia nera".

Leggende e voci di corridoio non fanno altro che amplificare il terrore del già complesso esame.

Ma, d’altro canto, le materie in questione rappresentano sempre la solida base delle varie facoltà. Mentre un letterato che paventa carenze in latino rischia solamente di smascherare la sua ignoranza e trasmetterla agli altri, pensate se un dottore si riveli imreciso e approssimativo in anatomia o un architetto in difficoltà con Fondamenti di statica e Applicazioni della geometria descrittiva o, per finire, un ingegnere risulti confuso su scienze delle costruzioni.

Il risultato non si limiterebbe ad una figuraccia pubblica, ma comporterebbe la morte di persone in carne e ossa. Ragion per cui la pedanteria in certe materie è più che giustificata.

Abusare di questa responsabilità, però, divenendo dei veri e propri lupi pronti al massacro, è purtroppo il vizio di molti sadici, posti dietro alle cattedre in veste di professori (sostantivo derivante per l’appunto dal latino pro + facio : colui che agisce in favore alla realizzazione culturale dell’individuo e non alla sua distruzione).

L’ateneo di Firenze si è curato di trattare l’argomento “esami impossibili”, ponendo il quesito sia agli studenti, sia ai professori. Le facoltà intervistate sono state 8: Medicina e chirurgia, Giurisprudenza, Agraria, Economia, Scienze Politiche, Architettura, Lettere e Scienze matematiche, fisiche e naturali.

Per Medicina e chirurgia la bestia nera è Patologia. «E’ diviso in quattro parti, al minimo errore non ti passano alla successiva» dice Annamaria, mentre Ferdinando racconta «Mi ripetevano che andavo “tanto per provare”. Ma essere trattati male è cosa diffusa, da certi esami vedi uscire ragazze in lacrime».

Per Giurisprudenza le accuse ricadono su Diritto Amministrativo. «E’ molto tecnico e chiedono tutti i commi per filo e per segno», racconta Marianna. Il professor Carlo Marzuoli: «Per questa materia serve un apprendimento critico, i testi non sono organici e le frasi fatte sono poche». La percentuale di bocciature è intorno al 70%, ma lui nega di essere troppo severo: «Mi trovo davanti parecchi ragazzi che non si impegnano. E poi io non ho mai passato solo 1 studente su 53. Oddio, a pensarci bene forse una volta mi è capitato qualcosa del genere».

Passando per Architettura ci si imbatte in Fondamenti di statica e Applicazioni della geometria descrittiva. Qui, secondo il docente Ugo Tonietti, gli iscritti al corso si sono dimezzati, aggiungendo che la percentuale di bocciati è del 70%, più alta per i non frequentanti.

Lettere: Letteratura latina 1. Il 40% viene bocciato ma, second la prof.ssa Roberta Caldini «molti non provano nemmeno a frequentare i corsi di recupero o i laboratori. Molti studenti di Lettere moderne non provengono dal liceo e comunque non hanno una preparazione adeguata». Gli studenti replicano «Il programma è troppo vasto così come quello di Letteratura italiana moderna e contemporanea».

Chimica generale e inorganica è l’ostacolo più grande di Scienze matematiche, fisiche e naturali. L’ammontare dei crediti per la suddetta materia è 9, ma ciò che la rende ancor più temuta è che la si incontra praticamente subito. Infatti è presente al primo semestre del secondo anno, insomma un incoraggiamento per le matricole.

La preside Paola Bruni cerca di dare una spiegazione «Anche se chi si iscrive a Scienze sa a cosa va incontro, la chimica resta un problema. Forse perché la scuola non dà una preparazione omogenea. Mancano le basi minime».

Mentre uno dei due docenti titolari, rincara la dose dicendo che «la materia non è certo la più difficile del corso di laurea: più in là trovi esami davvero ostici come Biochimica o Fisiologia. Ma i fondamentali fanno paura: ti ritrovi, appena uscito dal liceo, ad affrontare montagne da 700 pagine, e non hai alternative».

Il consiglio del corpo docenti agli alunni è quello di frequentare le lezioni e di non tentare in extremis.

A Scienze politiche la situazione sembra ai limiti dell’umano. Esami ripetuti più di 10 volte, escamotage erasmus ed infine, la più bassa, la lacrimuccia compassionevole.

L’orrore qui si chiama Statistica.
Clara, una studentessa sotto il torchio della materia, afferma «Arrivi a Scienze politiche e ti aspetti materie umanistiche, invece ti ritrovi derivate e sommatorie».

Ma il professor Luciano Matrone ribatte «Il problema mi è ben noto, se avessi ricette adeguate le avrei messe in campo in tutti questi anni. Gli strumenti matematici richiesti sono pochi e banali, aritmetica e algebra da medie superiori. Gli studenti partono prevenuti. E’ vero, c’è chi il mio esame l’ha dato dieci volte. Ma se uno non studia, potrebbero essere mille».

Economia. Per il 70% gli studenti se lo trascinano fino al terzo anno e spesso sono costretti a rifarlo almeno una volta. L’incubo di questiuniversitari è Diritto privato.

C’è chi al riguardo dichiara: «Un disastro, io ci riprovo a giugno per la quarta volta. E’ troppo mnemonico. E poi la prova: un calvario. Prima ti strapazza per bene l’assistente, e solo se ti ritiene all’altezza puoi presentarti al cospetto dell’ordinario. L’ultima volta sono riuscito ad arrivarci, ma lui ti fa una sola domanda. Se la sai bene, altrimenti arrivederci alla prossima».

Ma il professor Vincenzo Cuffaro si difende esclamando: «Non credo di essere lo spauracchio della facoltà e non è un esame mnemonico ma di ragionamento. Certo, non si supera con 30 giorni di studio. Servono impegno e frequenza a lezione, e quella scarseggia: all’inizio partono in 100 e in fondo ne arrivano 50. Per questo in media la metà dei ragazzi vengono bocciati».

Ed infine c’è Agraria. Niente è più temuto come Chimica organica. La parola alla neolaureata Costanza «Chimica è percepita come la prova suprema. Fatta quella sei a metà dell’opera. Anzi, quasi alla fine. Perché quasi tutti se la lasciano come ultimo o penultimo esame. Ma il prof è bravissimo e poi io c’ho preso 30 e lode al primo colpo».

Ma la voce di questa ragazza sembra essere un urlo fuori dal coro, dal momento in cui su 30 ragazzi intervistati, almeno 20 si dicevano ripetutamente bocciati all’esame.

Il docente Alessandro Degl’Innocenti, ancora una volta, da la colpa alla scarsa frequenza delle sue lezioni infatti afferma «Frequenta il corso meno della metà di quelli che si presentano all’esame. Pensano possa bastare impararsi il libro a memoria. Ma come si fa a imparare a memoria la chimica? Bisogna ragionare, fare esercizi, saper interpretare i problemi».

Serena Calabrese

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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto