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13 giugno 2011

Il Canto d’amore delle Balene

La dolce sinfonia serve ai maschi di megattera, per illuminare acusticamente le femmine, inebriare romanticamente il loro “nido” d’amore.

Anche il mare produce i suoi suoni. Secondo uno studio dell’Università del Queensland, i maschi di balene megattere sono in grado di apprendere i canti di corteggiamento dopo averli captati attraverso l’oceano da loro simili.

Tale scambio culturale, che avviene al largo della costa orientale dell’Australia sotto l’egida dell’oceano e delle sue imponenti correnti, prende il nome di ecolocalizzazione, cioè la capacità di ricevere informazioni sull’ambiente tramite l’eco di suoni.

Questa capacità discernitiva è stata già rintracciata e documentata in alcuni delfini e nei pipistrelli. Per ascoltare i suoni subacquei s’impiegano gli idrofoni, speciali microfoni in grado di funzionare in ambienti ad alta pressione.

I suoni sono, dal punto di vista fisico, onde che viaggiano ad una velocità di propagazione proporzionale alla densità del mezzo impiegato. L’acqua è in grado di trasporre i segnali con una velocità cinque volte superiore a quella dell’aria.

La dolce sinfonia serve ai maschi di megattera, per illuminare acusticamente le femmine, inebriare romanticamente il loro “nido” d’amore. Secondo i ricercatori, il fenomeno del trasferimento culturale a grande distanza fra esseri non umani, avrebbe dell’incredibile. Il canto è un elemento nevralgico dell’accoppiamento; ogni anno tutti i maschi di una colonia reiterano, meticolosamente, lo stesso.

Per Ellen Garland, l’autrice dello studio pubblicato sulla rivista Current Biology, il canto ( coacervo di gemiti, grida e fischi) è direttamente proporzionale al buon esito della riproduzione.

“Numerosi canti hanno viaggiato come onde culturali da una colonia ad un’altra, inducendo tutti i maschi del branco a produrre una nuova sinfonia – spiega Ellen Garland– I nostri dati rivelano una trasmissione culturale di vasta scala. Nel 1990 nell’Oceano Indiano, abbiamo registrato un canto che poi è stato ritrovato nel 2001 al largo della Polinesia francese: uno scambio culturale attraverso 10.000 km.”

Al di là del significato prettamente scientifico, lo studio dell’Università del Queensland mette in risalto le sensazionali doti di un mondo animale che merita di essere preservato all’insegna dei principi internazionali di tutela ambientale.

Antonio Migliorino

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