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8 giugno 2011

Recupero e restauro dei filmati amatoriali privati famiglie sarde

Recupero e restauro dei filmati amatoriali privati famiglie sarde Presentato il bando del progetto di recupero e restauro dei filmati amatoriali privati (home movies) delle famiglie sarde promosso dall’ateneo sassarese. L’iniziativa si aprirà ufficialmente con degli eventi di apertura del progetto che si terranno a Nuoro e a Sassari l’11 e il 12 giugno

È stato presentato stamattina nella sala umanistica della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari “Film di Famiglia in Sardegna. Raccolta, il recupero e la valorizzazione della memoria filmica privata“. Il progetto partirà il 20 giugno e terminerà il 30 ottobre ed è promosso dall’Università di Sassari, dall’Istituto Regionale Superiore Etnografico e dall’Associazione Home Movies-Archivio Nazionale del film di famiglia.

Hanno partecipato all’incontro il rettore Attilio Mastino, l’assessore alle Culture del Comune di Sassari, Dolores Lai, il preside della facoltà di Lettere e Filosofia, Aldo Maria Morace e la professoressa Lucia Cardone, docente di Storia e critica del cinema dell’Ateneo sassarese.

L’iniziativa è volta al recupero e al restauro degli home movies (o film di famiglia), pellicole amatoriali girate in 8mm, super8, 9,5 Pathé Baby e 16mm che mostrano momenti di vita quotidiana e familiare, ma anche viaggi, riti collettivi ed eventi pubblici. Al pari di altre fonti della memoria privata (diari, lettere, fotografie amatoriali e testimonianze orali), essi costituiscono infatti un immenso patrimonio di testimonianze individuali – trasversali e inedite – sui fenomeni che hanno segnato la società italiana. Gli home movies sono un fenomeno sociale diffuso fin dalla nascita del cinema, anche se la pratica del cinema familiare si può più precisamente collocare tra i primi anni ’20 e gli anni ’80 del Novecento.

Questi fragili frammenti di memorie rivestono un particolare importanza nel contesto sardo che racchiude testimonianze di sguardi di una terra antica, ancorata a tradizioni fortissime e insieme aperta ad accogliere le spinte della modernità.

L’iniziativa si inscrive in un più ampio movimento nazionale e internazionale di valorizzazione del film di famiglia come fonte e occasione di storia, memoria e ricerca, coinvolgendo le cattedre di Storia e critica del cinema delle Università di Sassari e di Cagliari. Si tratta di una proposta pionieristica per la Sardegna che va ad integrare un lavoro di indagine regionale forte di anni di esperienza nel campo della ricerca antropologa ma ad oggi manchevole sul versante del cinema privato. Il caso sardo andrà ad integrare con la sua peculiare prospettiva il patrimonio nazionale portando il proprio contributo ad una storia del Novecento italiano ancora tutta da scrivere.

Il progetto consente di sviluppare figure professionali qualificate e assenti dal contesto regionale. Difatti si intende fondare un laboratorio permanente per lʼelaborazione e la lavorazione delle pellicole amatoriali; ciò sarà possibile grazie alla collaborazione con lʼassociazione Home Movies -Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna-. Lʼidea è quella di formare in loco figure professionali ad hoc, che acquisiscano le competenze necessarie al lavoro sulle pellicole. Le professionalità nate dal progetto aprono nuove prospettive sia per quanto concerne il mercato del lavoro, sia per il loro rilievo nell’ambito della ricerca scientifica. Il recupero e la digitalizzazione del cinema privato è destinata a generare infiniti sviluppi non soltanto dal punto di vista scientifico ma anche nella promozione culturale e mediatica del territorio. Attraverso l’utilizzo e l’elaborazione del prezioso materiale raccolto, potranno essere realizzati prodotti audiovisivi ed esposizioni che costituiscono un inestimabile valore aggiunto al progetto. Come dimostrano le precedenti analoghe esperienze svolte sul territorio nazionale, numerose sono le potenzialità legate alla raccolta di questo materiale che hanno occasionato mostre fotografiche, videoistallazioni, proiezioni video, spettacoli con sonorizzazioni dal vivo, conferenze e seminari.

Recupero delle pellicole

Le pellicole di film privati e amatoriali potranno essere consegnate da chiunque le possegga presso i Centri di raccolta distribuiti sul territorio sardo (Cagliari, Macomer, Nuoro, Olbia, Oristano, Ozieri, Sassari), dal 20 giugno al 30 ottobre 2011. Il bando di raccolta di film di famiglia sarà presentato anche in occasione degli eventi di apertura del progetto che si terranno a Nuoro e a Sassari l’11 e il 12 giugno. Il bando si rivolge a quante/i possiedano vecchie bobine di pellicole amatoriali girate nel corso del Novecento in Sardegna (nei formati 8mm, Super8, 16mm, 9,5mm), proprie o di propri parenti o amici, sia che contengano immagini di vita privata e familiare, sia che riguardino viaggi, feste o eventi locali (manifestazioni pubbliche, avvenimenti sportivi, episodi di cronaca).

Le pellicole raccolte verranno restaurate e preservate tramite il trasferimento in formato video digitale; le copie digitali saranno messe a disposizione per la consultazione presso le sedi dei promotori e presso le biblioteche e gli archivi dei soggetti collaboratori. Alle proprietarie e ai proprietari delle pellicole verrà restituita gratuitamente una copia su supporto DVD delle pellicole consegnate.

Al termine del progetto un evento pubblico presenterà alla cittadinanza una selezione dei più interessanti filmati raccolti e digitalizzati.
Il fondo di pellicole più meritevole verrà premiato con l’ospitalità dell’autrice o dell’autore al SIEFF, XVI Rassegna Internazionale di Cinema Etnografico

Serena Valeriani

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