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25 agosto 2011

Unibas, sottoscritto Accordo di programma con Miur e Regione

L’Università della Basilicata può migliorare i risultati e la qualità dell’offerta didattica e formativa. Va in questa direzione l’accordo di programma sottoscritto il 3 agosto scorso a Roma dal presidente della Regione Vito De Filippo, dal sottosegretario al Miur Guido Viceconte e dal Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, Mauro Fiorentino.

L’accordo riconosce l’investimento fatto dalla Regione sull’Università della Basilicata adeguando la normativa nazionale, che impone agli atenei rigidi standard, alla peculiare realtà lucana, grazie alla concessione di una serie di deroghe sostenibili proprio grazie all’intervento della Regione. Dal 2007 al 2012, infatti, grazie a due accordi triennali, il sostegno offerto dalla Regione all’ateneo si è quantificato in 43 milioni di euro, ma l’investimento in ricerca e conoscenza fatti da via Anzio è in crescita con un piano dodecennale, a partire dal 2011 fino al 2022, che impegnerà la Regione al sostegno di lungo periodo del programma di riorganizzazione dell’Università della Basilicata, valorizzandone l’offerta didattica e formativa.

Nel momento in cui l’Italia viene riconosciuta maglia nera d’Europa nel settore della ricerca, l’Università di Basilicata può vantare di contro buoni risultati in quest’ambito, come riconosciuto dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr). Nonostante i tagli e i severi vincoli delle leggi statali, Unibas è riuscita a garantire ottimali dottorati di ricerca e attività di orientamento.

Con l’accordo di programma, l’Università potrà pianificare un altro ciclo dei nuovi corsi di Laurea magistrale, istituiti presso le Facoltà di Farmacia e di Lettere e Filosofia e del corso di studi della Facoltà di Economia, e procedere all’assunzione di ricercatori a tempo determinato, assicurando così il prosieguo delle attività di ricerca scientifica.

Appare chiaro dunque che a quasi trent’anni dalla sua istituzione, l’Università della Basilicata ha raggiunto un assetto “a misura di territorio”, con un’offerta formativa variegata ed equilibrata che consente ad un’alta percentuale di giovani lucani di studiare nella propria regione e con un legame didattica-ricerca caratterizzato dalla filiera lauree magistrali-dottorati di ricerca, che tende a mitigare il rischio ancora molto forte di una migrazione intellettuale post-lauream.

Arturo Catenacci

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